Attenzione! L’articolo seguente è ricco di spoiler riguardo Avengers: Endgame, vi preghiamo pertanto di non procedere nella lettura qualora non abbiate ancora potuto assistere alla proiezione.

Noi di Universal Movies, siamo rimasti sbalorditi da quanto i fratelli Russo siano riusciti a portare sullo schermo per concludere questa prima decade narrativa legata al Marvel Cinematic Universe (qui la recensione ufficiale), a tal proposito siamo lieti di esporvi le nostre considerazioni su quanto visto in sala, personaggio per personaggio.

Tony Stark/Iron Man

Avengers: Endgame è un gioiello di suspense, adrenalina, e commozione mista ad una buona dose di humor, proprio come siamo da tempo abituati. Tanto tempo è passato da quel "Io sono Iron Man" detto in conferenza stampa da un Tony Stark frizzante e superlativo, da lì 11 anni e 22 film Marvel di spessore. Tony Stark ha ha dato il via all’MCU, "riportando in vita" un Robert Downey Jr che sembrava ormai spento, dopo qualche passo falso recitativo e grandi problemi personali. "Io sono Iron Man" è stato l’Alfa e in Endgame è l’Omega. Questo è infatti il saluto con cui Stark saluta i compagni e schernisce Thanos, relegandolo all’oblio, in un sacrificio che Captain America non gli avrebbe mai riconosciuto a priori. Gli Avengers hanno sempre vissuto sul dualismo fra Cap ed Iron Man, ma è proprio quest’ultimo che ne ha delineato la nascita, la genesi, la divisione e la riunione nel corso del tempo. Proprio per questo è giusto che sia lui a mettere la parola fine sull’intera vicenda, anzi il martello: infatti i colpi che si sentono alla fine dei titoli rievocano chiaramente quelli dati da Stark per costruire la prima armatura “artigianale” durante la sua prigionia. Di Tony, con un mirato viaggio nel tempo negli anni ‘70 che ci consegna l'ultimo cameo del compianto Stan Lee, conosciamo meglio il padre Howard ed il suo maggiordomo Jarvis, il cui nome è da sempre associato all’IA fedele servitore di Stark, divenuto in Age ol Ultron il potente Visione. In una celebrativa e commemorativa sequenza di inquadrature, inoltre, si vedono sfilare tutti gli Avengers superstiti alla cerimonia funebre per Tony, fra questi si nota un ragazzo di cui si ignora l’identità, quel ragazzo è difatti il bambino con cui Stark aveva fatto amicizia nel terzo capitolo della saga di Iron Man.

Nat/Vedova Nera

Ma come sappiamo, quello di Stark non è l’unico sacrificio di un Avenger nel film. Anche Nat (Natasha Romanoff), aka Black Widow sacrifica la vita per un bene superiore, arrivando ad un cruento corpo a corpo con Clint (Hawkeye) per decidere chi fra loro deve morire per riuscire ad ottenere la gemma dell’Anima custodita da Teschio Rosso su Vormir. Da notare che, anche durante la loro ultima avventura insieme, Nat e Clint citano “Quella volta a Budapest”, in realtà non sappiamo nulla di Budapest, ma ciononostante questa frase è divenuta una sorta di tormentone nei vari film che li hanno visti protagonisti.

Steve Rogers/Captain America

Anche Cap alla fine dei giochi saluta il pubblico, anzi no. Sarà solo Steve Rogers a farlo. Con la scusa di riportare le gemme dell’infinito al loro posto temporale, Cap fa una capatina negli anni ’40 dove decide, spinto dall’incontro avvenuto nei laboratori dello Shield negli anni ’70 e dalle parole di Tony sull’importanza della famiglia, di abbandonare i panni del Vendicatore per concedersi finalmente quel ballo - e quella vita con Peggy Carter - che non ha mai avuto la possibilità di assaporare. Come dicevamo, Captain America non muore ma passa il testimone a Sam Wilson. Il buon Falcon (ora neo Captain America), all’arrivo sul campo di battaglia, restituisce la famosa battuta “alla tua sinistra” a Steve Rogers, battuta con cui lo stesso Cap lo scherniva sulla pista di atletica doppiandolo più volte in Winter Soldier. A proposito... la sequenza più apprezzata dal pubblico riguarda proprio Captain America: sul campo di battaglia l'eroe dimostra di essere l'unico degno di brandire il mitico Mjolnir, l’incantato martello del Dio del Tuono che si concede solo ai nobili animi e per giusti scopi.

Loki

Ma alla fine Loki sarà sopravvissuto? In teoria sì. La fuga in un futuro alternativo col Tesseract non lo dovrebbe far soccombere a Thanos.

L'Antico

In una linea temporale caotica e discontinua incontriamo anche l’Antico: attraverso il dialogo con un evanescente Bruce Banner, comprende che il sacrificio operato da Strange alla fine di Infinity War serve soltanto a creare l’attuale sconvolgimento delle linee temporali e delle posizioni delle Gemme dell’Infinito per poter creare l’unico scenario possibile degli oltre 14 milioni per poter sconfiggere Thanos.

Peter Parker/Spider-Man

Tra i "Ritornati", troviamo anche il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere, con la tecnologica armatura progettata da Stark, armatura dotata della modalità “uccisione istantanea” che dona quel tocco in stile Dottor Octopus a Peter Parker. Ai più attenti, fra l’altro, non sarà sfuggito che Cap si rivolge a Parker chiamandolo "Queens". Questo accade perché Rogers non conosce l’identità dell’eroe ma sa da quale zona di NY proviene, il "Queens" appunto, decide quindi di chiamarlo nell’unico modo spiccio a cui riesce a pensare.

Rocket Raccoon

"Il coniglio sta scappando!" Sembra proprio che nella nobile terra di Asgard nessuno sappia distinguere un procione - seppur con fattezze umane - da un coniglio. Così come già accaduto in precedenza per il figlio di Odino, anche le guardie del palazzo scambiano Rocket per un coniglio.

Thor

A proposito di Thor. Il Dio del Tuono è effettivamente diventato lo zio del Tuono, come lo appellava il Gran Maestro in Ragnarok. Anzi di più: nella seconda parte del film è praticamente la controfigura di Jeff Bridges in Il Grande Lebowski, tant’è che c’è chi lo chiama Drugo in una scena. Thor, incapace di sconfiggere Thanos in Infinity War, e rimproverato dallo stesso avversario per non aver mirato alla testa, sarà colui che senza pensarci troppo decapiterà il Titano Pazzo nei primi minuti di Endgame, dando di fatto inizio ad i loop temporali ed alle incursioni nel regno quantico subatomico.

Captain Marvel

Captain Marvel ha invece avuto il merito di aver spostato l’equilibrio della battaglia con un entrata in scena epica, spazzando via in un sol colpo l’astronave di Thanos. Sarà lei la nuova icona del Marvel Cinematic Universe? Non resta che scoprirlo nei prossimi anni.


Sperando di aver raccolto in maniera corrette le nostre considerazioni sul film più atteso dell'ultimo decennio, vi lasciamo con la frase che ha aperto, e chiuso il Marvel Cinematic Universe fino a questo momento, prontamente modificata da fan.

Noi Siamo Iron Man