Nella giornata di ieri, alla Festa del Cinema di Roma il regista Martin Scorsese ha presentato la sua ultima fatica, The Irishman. In conferenza stampa, però, il regista ha avuto modo di parlare della questione Marvel.

Dopo i fiumi di inchiostro versati nei giorni scorsi, con interventi anche da parte di Francis Ford Coppola e di molti attori e registi facenti parte dell'universo cinematico capeggiato da Kevin Feige, Martin Scorsese ha spiegato in particolare la propria posizione prendendo come riferimento proprio il suo ultimo film e Netflix:

Un autore non ha più modo di avere il controllo di come possa essere visto il suo film. È sempre la soluzione migliore che un film venga visto al cinema ma bisogna che il film venga realizzato per esser visto, perciò ben venga Netflix che mi ha lasciato assoluta libertà creativa per realizzare The Irishman. Serve che le sale cinematografiche investano nei film ma ora sono diventate dei parchi giochi, per questo preferisce investire sui film dei fumetti ma il cinema non è solo quello.

Risulta evidente quanto le parole di Scorsese si differenzino da quelle più pesanti pronunciate da Coppola. Guardando un film come The Irishman - dall'alto dei suoi 209 minuti, ma non solo - si capisce che il cinema di Scorsese (ma lo stesso discorso vale per quello di Coppola e affini) sia lontano anni luce dal cinema proposto dalla Marvel.

I film di Scorsese, nato e cresciuto con i film neorealisti e con la Nouvelle Vague francese, cercano di comprendere ciò che porta l'uomo a compiere le azioni piuttosto che alle azioni pure e semplici.

Il cinema targato Marvel invece, come già detto in precedenza, guarda soprattutto allo spettacolo creando un vortice di immagini che catturino lo spettatore per trasportarlo in altri mondi.

La querelle sarà dunque giunta a conclusione? Noi riteniamo proprio di no.