In questa nuova recensione vi parliamo di Man in the Dark (Don’t Breathe), il thriller diretto da Fede Alvarez (La Casa) ed interpretato da Stephen Lang, Jane Levy, Dylan Minnette e Daniel Zovatto.

In Man in the Dark un trio di giovani ladri sceglie di svaligiare la casa di un anziano ex marines che soffre di una grave cecità, per loro però quello che sembra un furto semplice si tramuta però in un vero e proprio incubo, ovviamente dovrete guardare il film per capirlo da soli.

Poco apprezzato, forse ingiustamente, per la regia del remake del cult La Casa, il regista e fedele collaboratore di Sam Raimi, Fede Alvarez questa volta si cimenta in progetto originale, senza vincoli narrativi e produttori pronti a mettere bocca sul final cut, Man in the Dark si può quindi considerare il primo grande progetto su cui basare le nostre considerazioni sul suo talento.

La scelta del tema da parte del regista è chiara, dare al pubblico una storia in cui immedesimarsi con una narrazione intrisa di tensione, a tratti estremamente realistica e per nulla scontata, oltretutto sfoggiando una tecnica registica molto personale, il tutto con risultati davvero soddisfacenti.

Man in the Dark non si presenta come il solito thriller dedicato al pubblico giovane, amante dell’azione e della violenza gratuita, il nuovo lavoro di Alvarez porta infatti in sala temi attuali che troppo spesso fanno parte della nostra quotidianeità e nel farlo sceglie di non pigiare il piede sull’acceleratore, ma di cadenzare le proprie mosse in maniera tale da tenere lo spettatore inchiodato sulla poltrona in attesa spasmodica della prossima scena, con i protagonisti che più volte passano da vittime a carnefici e viceversa.

In definitiva Fede Alvarez si presenta con questo film per quello che è, un regista con doti tecniche e narrative sopra la media, che sembra però soffrire il peso delle grandi produzioni (vedi La Casa), al momento la sua dimensione, a meno di smentite future, è il low budget senza pressioni. Un grosso limite o una qualità, la scelta a voi lettori.

Ottima la scelta di alcuni degli interpreti di Man in the Dark, su tutti ci sentiamo di premiare la giovanissima Jane Levy, non a caso già protagonista di La Casa, il remake diretto proprio da Fede Alvarez. La Levy è relativamente poco conosciuta, ma capace di dare al film un grande contributo grazie ad un’innata espressività. Buona la scelta anche di Stephen Lang, la sua fisicità paga, egli è un bravo caratterista che difficilmente sbaglia un colpo, seppur non eccellendo.

Il Nostro Verdetto (7-)