Omen – L’origine del Presagio, la recensione del film

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Abbiamo visto Omen – L’origine del presagio, il film di Arkasha Stevenson, da pochi giorni disponibile su Disney+. Questa è la recensione.

Reboot/prequel del film di culto “Il presagio”, datato 1976 e diretto da Richard Donner, “Omen – L’origine del presagio” vede l’esordio dietro la macchina da presa cinematografica per Arkasha Stevenson, nota negli States soprattutto per aver diretto alcuni cupi episodi di certe serie televisive di successo. Il film è stato distribuito nelle sale italiane a inizio aprile 2024 e dal 30 maggio è disponibile tramite la piattaforma streaming Disney+.

La trama si concentra sulle vicissitudini di suor Margaret la quale, giunta a Roma, si focalizza sulla sua decisione di prendere i voti, accompagnata da padre Brennan e da suor Anjelica. Margaret, a seguito di una notte particolarmente movimentata, stringerà un forte legame con una ragazzina dell’orfanotrofio. E questo legame lascerà emergere gli oscuri piani predisposti dagli aderenti a un misterioso culto.

Possiamo dirlo chiaramente e senza troppi giri di parole: i reboot, i remake, gli spin off etc. ci hanno davvero stancato. Spesso non fanno che palesare una malcelata mancanza di idee nonché il desiderio di marciare sull’onda del successo e della fan base di saghe o pellicole che hanno in qualche modo lasciato un solco nella storia del cinema, soprattutto quando si parla di quello di genere. E non è difficile pensare di approcciarsi alla visione di questo film senza aspettarsi nulla di più di qualche jump scare e di qualche buon trucchetto spaventevole eppure, con lo scorrere dei minuti, finanche le inezie e una certa cura per i dettagli rivelano in “Omen – L’origine del presagio” qualcosa in più.

Se la pellicola originale, che portava la firma di un tutt’altro che sprovveduto Richard Donner, si inseriva degnamente e a pieno titolo nel filone di film riguardanti i figli del male (tra i quali citiamo il capostipite “Rosmary’s Baby” del ’68 e quel “Manhattan Baby” dell’82 diretto dal nostro Lucio Fulci), questo nuovo capitolo sceglie una strada diversa: quella della riflessione sul femminile. E lo fa attraverso il corpo della donna, spingendosi sino a una truculenza più vicina all’horror degli anni ’80 piuttosto che a quello contemporaneo basato, più che altro, sul tentativo di far saltare dalla sedia. Tale prepotenza visiva – bisogna citare in questo senso la scena del parto – non supera però mai una certa soglia e non sfocia mai nella gratuità ma riesce a restare funzionale alla messa in scena e al significato – siamo sempre e comunque dalle parti della riflessione sul patriarcato, tra i temi preferiti del cinema di oggi – che viene veicolato.

Omen e Arkasha Stevenson, un regista da tenere d’occhio

È interessante notare come la qualità di una regista come la Stevenson, assolutamente da tenere d’occhio, riesca a compensare un certo sapore di già visto che pervade gli snodi narrativi e a costruire – coadiuvata da un ottimo reparto tecnico, ma questa non è una novità per il genere – un film che sembra avere se non qualcosa da dire, quantomeno qualcosa da aggiungere a un discorso che pare sempre maggiormente prendere piede nel cinema di genere.

Se per un po’, infatti, s’era messo da parte il sotto-testo religioso favorendo altre formule e altri modi per raccontare le paure del mondo di oggi, alcuni recenti esperimenti (basti pensare ai più o meno riusciti “L’esorcista del papa” e “Sorella morte”, o ancora a “Gli occhi del diavolo” e ai prossimi “Immaculate” e “L’esorcismo – Ultimo atto”) sembrano raccontare di un ritorno a un’iconografia dell’orrore più legata al folclore e, almeno per quanto riguarda la messa in scena, all’aspetto religioso.

Sarà interessante capire se si tratta solo di una suggestione, di un caso, o se effettivamente questo qualcosa prenderà le sembianze di una tendenza ben definita. E sarà ancora più interessante capire se questa tendenza potrà travalicare il mero palcoscenico e portare a elucubrare riguardo qualcosa di diverso. Staremo a vedere.

Omen - L'origine del Presagio, la recensione del film
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Regista: Arkasha Stevenson

Data di creazione: 2024-06-01 20:54

Valutazione dell'editor
3

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