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Recensioni Festival del Cinema di Roma

E noi come stronzi rimanemmo a guardare, recensione del film di Pif con Fabio De Luigi


Pif arriva alla Festa del Cinema con il suo ultimo film E noi come stronzi rimanemmo a guardare, dove racconta la nostra realtà in costante gioco al ribasso; vi presentiamo la nostra recensione.

E noi come stronzi rimanemmo a guardare: trama

Arturo (Fabio De Luigi), é un manager di una grande azienda tecnologica che introduce l’algoritmo che lo renderà superfluo nella sua azienda. Perde così in un solo colpo fidanzata (Valeria Solarino), posto di lavoro e amici. Per non rimanere anche senza un tetto si adatterà a lavorare come rider per FUUBER, una grande multinazionale, colosso della tecnologia e, cercandosi un coinquilino (Pif) con cui dividersi le spese. L’unica consolazione alla sua solitudine è Stella (Ilenia Pastorelli), un ologramma nato da una app sviluppata dalla stessa FUUBER. Ma dopo la prima settimana di prova gratuita, quando Arturo è ormai legato alla figura di Stella, lui non può permettersi di rinnovare l’abbonamento, così cercherà un sistema per poterla incontrare di persona nella sede in India.

E noi come stronzi rimanemmo a guardare recensione

E noi come stronzi rimanemmo a guardare é il terzo lungometraggio di Pif dopo La mafia uccide solo d’estate (2013) e In guerra per amore (2016), ed é la prima volta che il regista si confronta con una storia fantascientifica che mette in scena un oggi nell’immediato futuro.

Come già nei precedenti film, il regista e lo sceneggiatore Michele Astori, riescono nell’impresa di raccontare tematiche difficili presentandoli con un linguaggio ironico senza mai perdere il focus della denuncia, sull’impegno politico. Il protagonista di E noi come stronzi rimanemmo a guardare é una figura che mette in scena il nostro atteggiamento di attesa perenne, sospesi aspettando una reazione di quella che ci sta trasformando in una tecno schiavitù (Arturo, per avanzare il suo status lavorativo è dipendente dai feedback degli utenti, e dalle sue prestazioni che gli fanno accumulare punteggio).

Le situazioni che vive Arturo (Fabio De Luigi) potrebbero sembrarci paradossali, con un sapore quasi fantozziano che rendono bene l’idea di questo intrappolamento nella spirale tecnologica da cui stiamo diventando dipendenti. Se l’app che abbiamo appena scaricato ci dice che il nostro rapporto di coppia non va bene, è il caso di troncare; se un algoritmo stabilisce che non siamo utili all’azienda, veniamo licenziati: tutte le azioni quotidiane sono ormai scandite e inesorabilmente regolate dal rapporto con il cellulare.

Fabio De Luigi interpreta un manager abbastanza disgraziato, sfocia diverse gradazioni della commedia rappresentando correttamente la parabola discendente del suo personaggio che si aggrappa emotivamente (e non solo) ad un ologramma che in realtà ha un corpo fisico in India, e Ilenia Pastorelli, rispetto ad altre sue interpretazioni precedenti, in E noi come stronzi rimanemmo a guardare, si concentra sulle emozioni e sulla misurata intonazione della sua voce, quella stessa voce che conforta e con cui empatizza Arturo.

Pif rende i rider il simbolo condiviso della situazione drammatica in cui vive il suo protagonista ma, in realtà é la stesssa che viviamo tutti: persone sole affamate dai bisogni che ci da’ la tecnologia che, a poco poco ci rende dipendenti dalla stessa.

Targato Sky Original, prodotto da Wildside, Vision Distribution e I Diavoli, E noi come stronzi rimanemmo a guardare é scritto da Michele Astori e Pif, e sarà disponibile nei cinema come evento speciale il 25, 26, 27 ottobre per poi essere visibile su Sky Cinema e Now.


E noi come stronzi rimanemmo a guardare
E noi come stronzi rimanemmo a guardare, recensione del film di Pif con Fabio De Luigi

Direttore: Pif

Data di creazione: 2021-10-26 19:05

Editor's Rating:
3.5

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