Assassinio sul Nilo recensione commento
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Assassinio sul Nilo, recensione del film di Kenneth Branagh su Disney+


Assassinio sul Nilo (Death on the Nile) è diretto da Kenneth Branagh e tratto dall’omonimo romanzo di Agatha Christie del 1937. Nel cast lo stesso Branagh, Gal Gadot, Armie Hammer, Annette Bening, Russell Brand e Sophie Okonedo. Il film è disponibile su Disney+ dal 30 marzo dopo essere stato distribuito nelle sale dal 10 febbraio. Questa la recensione.

In un club di Londra dove si sta esibendo la famosa cantante blues Salome Otterbourne, il detective belga Hercule Poirot fa la conoscenza di Jackie de Bellefort e del suo fidanzato Simon Doyle, in procinto di sposarsi. Poco dopo giunge al locale Linnet Ridgeway, ricca ereditiera e amica di Jackie la quale le chiede di offrire un lavoro allo squattrinato Simon. Linnet accetta e si concede un ballo con l’uomo e tra i due scatta subito una forte attrazione.

Sei mesi dopo, in Egitto, Poirot incontra il suo amico Bouc che gli presenta la propria madre Euphemia e la coppia di amici Simon e Linnet che si sono sposati anzitempo e che stanno trascorrendo la loro luna di miele. La coppia chiede protezione a Poirot rivelando di temere della propria incolumità a causa di Jackie che sembra perseguitarli per riconquistare l’amato Simon. Per poter fuggire alla stalker, la coppia decide di imbarcarsi su un battello per una crociera sul Nilo: insieme a loro salperanno anche lo stesso Poirot (che ha deciso di aiutarli), Bouc, Louise Bourget (la cameriera di Linnet), la cantante Salome Otterbourne, Rosalie (vecchia compagna di classe di Linnet e nipote di Salome), Marie Van Schulyer (madrina di Linnet) e la sua infermiera sig.ra Bowers, Andrew Katchadourian (cugino di Linnet e relatore del testamento di quest’ultima) e il medico Linus Windlesham, che era stato fidanzato con Linnet prima che lo lasciasse per Simon.

Quando Linnet viene trovata morta nel proprio letto con un foro nella tempia, Poirot inizia subito le indagini per scoprire l’identità dell’assassino. Ma la morte dell’ereditiera è solo la prima di una lunga serie.

Forte del successo ottenuto dal precedente Assassinio sull’Orient Express, la 20th Century Studios (ovvero la Disney) richiama Kenneth Branagh per trasporre in immagini Assassinio sul Nilo, altro celebre romanzo di Agatha Christe, anche questa volta adattato da Michael Green (che ha apportato cambiamenti sostanziali), in cui l’attore e regista inglese torna a calarsi nei panni di Hercule Poirot, rinnovandone però fortemente lo status di detective infallibile e distaccato.

Come dimostra l’inedito prologo in bianco e nero di Assassinio sul Nilo, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale in cui vediamo un giovane Poirot in trincea dare dimostrazione del proprio acume per evitare una strage di soldati, assistiamo progressivamente anche a un’umanizzazione del personaggio che prova compassione e amore. Ed è proprio per amore nei confronti della crocerossina Katherine il motivo che lo porta a farsi crescere i baffi. Non è più, dunque, l’investigatore freddo portato in vita da Peter Ustinov (protagonista di Assassinio sul Nilo nel 1978) o da David Suchet nella serie tv, ma un uomo con tutte le sue fragilità (in una scena lo vediamo addirittura commuoversi).

Branagh, dunque, si serve del giallo per indagare le profondità dell’animo umano con tutte le sue contraddizioni e fragilità: nessun personaggio è mai totalmente buono o cattivo e la verità sta sempre nel mezzo. Con una regia simmetrica e distaccata, il regista inquadra i personaggi di Assassinio sul Nilo in cornici (finestre, porte, ringhiere) per “chiuderli” in un mondo – rappresentato dal battello a vapore – che è altro rispetto a quello della quotidianità e in cui emergono i segreti più reconditi che altrove sarebbero inconcepibili, come il legame che unisce Marie Van Schulyer e l’infermiera Bowers.

Ma se nel film precedente il plot di Agatha Christie era servito per far emergere il ritratto di un mondo alla ricerca di giustizia (o vendetta), con Assassinio sul Nilo il discorso è più scialbo e il tutto si riduce a un susseguirsi di situazioni ed eventi mal connessi tra loro. E il whodunit perde qualsiasi interesse, anche perché la soluzione dell’intreccio è fatalmente intuibile, come se Branagh si fosse interessato agli aspetti psicologici che motivano i personaggi (l’amore in primis) piuttosto che descrivere passo dopo passo l’indagine. Così lo spettatore non è invitato a elaborare attivamente da par suo gli indizi che a mano a mano vengono svelati, quanto piuttosto assistere passivamente a una messa in scena elaborata e lussuosa, ma inerte.

Assassinio sul Nilo è attualmente disponibile nel catalogo di Disney+.


Assassinio sul Nilo
assassinio sul nilo recensione

Regista: Kenneth Branagh

Data di creazione: 2022-04-03 17:15

Valutazione dell'editor
2.5

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