Another End, recensione del film di Piero Messina con Gael García Bernal

Presentato in concorso all’ultima Berlinale, Another End, il secondo film di Piero Messina con Gael García Bernal e Bérénice Bejo arriva nelle sale italiane il 21 marzo, distribuito da 01 Distribution. Vi presentiamo la nostra recensione.

Another End: la trama.

Gli occhi svuotati di Sal sembrano vivere solo di ricordi da quando ha perduto Zoe, l’amore della sua vita. Ricordi, come frammenti di uno specchio infranto che non è possibile ricomporre. Sua sorella Ebe, che guarda al fratello con crescente preoccupazione, gli propone di affidarsi ad Another End, una nuova tecnologia, che promette di alleviare il dolore del distacco riportando in vita, per breve tempo, la coscienza di chi se n’è andato. È così che Sal ritrova Zoe ma nel corpo di un’altra donna. Un corpo sconosciuto in cui lui misteriosamente riconosce la moglie. Ciò che si era spezzato sembra improvvisamente ricomporsi. Ma è una gioia fragile, effimera, insidiosa. Può l’amore davvero sopravvivere come un segreto custodito nei corpi?

Another End Gael García Bernal
Gael García Bernal in Another End
(foto di Matteo Casilli @IndigoFIlm)

Come si può riprendere a vivere la propria vita dopo un'(improvvisa) perdita, come si possono riempire gli spazi e i silenzi di un’assenza? Da questo interrogativo si erge Another End, il secondo lungometraggio diretto da Piero Messina, un film fuori dai canoni che il cinema italiano ci ha abituato negli ultimi anni.

In una metropoli asettica è presente una nuova tecnologia che riporta in vita i morti, trasferendo i loro ricordi in un corpo ospite. Questa tecnologia dà una seconda possibilità a chi non riesce a superare l’assenza di un proprio caro, la possibilità di poter vivere un finale differente. Il processo ha però delle tempistiche ben precise e, quando il tempo termina Sal non lo accetta e si aggrappa ai sentimenti che ha rivissuto con l’ospitante.

Another End è un dramma sentimentale che viscera le emozioni dello spettatore. Perché tutti, in fondo al nostra mente, abbiamo immaginato un finale diverso dopo una brusca separazione.

Piero Messina affronta il tema del lutto e della perdita e di come il ricordo di un’assenza possa restituire la vita, seppur trasportato in un altro corpo differente a quello originario della persona cara da cui si è stati privati. Un litigio aziona il meccanismo e riaccende la memoria e la voglia di rivivere quelle sensazioni perse bruscamente con la morte della persona cara. Sal ritorna a vivere, a riconoscere la persona che ha amato, ritrova le emozioni che pensava di aver perso e si aggrappa con tutto se stesso a queste sensazioni non accettando il tempo che scorre e che lo porterà ad una nuova separazione.

La tecnologia elaborata da Aeterna illude che riacquisendo il tempo da condividere con il proprio caro, una persona diventi in grado di accettare il distacco e che sia pronta a dirgli addio, quell’addio che gli è stato concesso nella realtà interrotta bruscamente. Ma non tutti hanno le capacità di separarsi definitivamente dal proprio affetto dopo aver avuto una seconda possibilità ma, il tempo è tiranno e ogni operazione ha i suoi rischi sia in chi riesuma i ricordi che in chi li vive ospitandoli nel proprio corpo.

Siamo al cospetto di una storia emotivamente complessa ma allo stesso tempo di grande fascino. Messina è ambizioso nel portare in scena il suo dramma ambientato in un universo futuristico che a tratti ci ricorda Her e Black Mirror, sceglie bene le ambientazioni non riconoscibili inquadrate da una fotografia con toni freddi realizzata da Fabrizio La Palombara e una colonna sonora mai invasiva firmata da Bruno Falanga e dallo stesso Messina.

Anche la scelta del cast internazionale regala alla messa in scena una narrazione bilingue con dialoghi in spagnolo e in inglese, con volti noti come Gael García Bernal e Bérénice Bejo mai targettizzati in un genere predefinito e una (a noi ancora del tutto sconosciuta) Renate Reinsve, che regalano interpretazioni profonde nel rappresentare delle anime perse emotivamente e distaccate dai propri corpi fisici, in grado di regalare grandi prove recitative anche solo con silenzi e sguardi più esplicativi di qualsiasi dialogo scritto.

Another End ci fa interrogare su quanto sia difficile superare una perdita e riempire spazi e silenzi lasciati vuoti. E fino a dove siamo disposti a spingerci per vivere altro tempo con chi abbiamo perso per ulteriori gioie da condividere così da colmare l’assenza fisica ed emotiva che viviamo e prepararci al definitivo saluto.

Piero Messina opera con delicatezza con Another End, riesce nell’operazione di emozionare lo spettatore, senza mai sembrare eccessivamente struggente. Riempie i silenzi con emozioni viscerali che ci fanno interrogare sulla perdita, sui legami tessuti in vita e di quanto il tempo sia prezioso sempre.

Another End é un film diretto da Piero Messina, prodotto da Indigo Film con Rai Cinema in associazione con TF1, ANTON, NUMER 9 FILMS, e sarà distribuito nelle sale italiane a partire dal 21 marzo da 01 Distribution.

Another End
another end film commento

Regista: Piero Messina

Data di creazione: 2024-03-18 11:10


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