Nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival abbiamo visto in anteprima l'atteso film Colette, diretto da Wash Westmoreland, e interpretato da Keira Knightley e Dominic West. Questa è la recensione.

Keira Knightley veste i panni di una delle figure femminili più rivoluzionarie del Novecento. Dal matrimonio in giovane età alle relazioni extraconiugali con uomini e donne, passando per la scrittura, il teatro, il cinema, la moda, Colette provoca, scandalizza, e arriva a rivendicare la sua arte e il suo nome (i suoi libri erano pubblicati con il nome del marito Willy, interpretato da Dominic West).

Il film di Westmoreland colpisce per una buona ricostruzione d'ambiente, costumi curati e particolarmente belli, il ritmo della narrazione è perfetto e l'interpretazione degli attori è eccellente.

La Knightley interpreta un personaggio particolare per quel tempo, una donna che amava scandalizzare e creare sgomento, dai gusti sessuali variegati, il cui marito, dalla personalità forte e dominante, ha sempre cercato di smorzarne la carica eversiva ma anche il talento e la sua arte, appropriandosene completamente.

La pellicola è molto interessante, ma la regia, purtroppo, è piatta, come se fosse un qualsiasi episodio di una serie televisiva. La carica eversiva della protagonista meritava qualche guizzo registico maggiore. Lo stile avrebbe dovuto essere quello di Joe Wright per il bellissimo Anna Karenina.

In ogni caso, Colette è un buon film, che merita di essere visto, anche solo per l'interpretazione della Knightley ma, soprattutto, per Dominic West che ci emoziona con una performance incredibile: riesce ad essere affascinante e disturbante nello stesso tempo.

Il film uscirà nelle sale italiane il 6 dicembre.


Colette
Overall
3.5

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