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35TFF – La Recensione di Wind River, con Jeremy Renner

Per la sezione Festa Mobile del Torino Film Festival è stato presentato il film Wind River, diretto da Taylor Sheridan e interpretato da Jeremy Renner e Elizabeth Olsen. Il film, visto anche a Cannes, ha vinto numerosi premi tra cui il prestigioso National Board of Review.

Sepolto nella neve di una riserva indiana del Wyoming viene scoperto il cadavere di una giovane nativa americana: un tracker locale (Jeremy Renner) e una spaesata agente dell’FBI (Elizabeth Olsen) indagano.

Fa un po’ sorridere vedere nei titoli di coda il nome dei fratelli Weinstein, in una produzione che denuncia così duramente e ferocemente la violenza sulle donne e gli abusi su esse, ma il sorriso termina qui. Il regista Sheridan arriva da Sons of anarchy dove recitava e, soprattutto, da Sicario di Villeneuve e Hell or high water dove figurava come sceneggiatore.

E come sceneggiatore non si può veramente dire nulla, compatto, incisivo, non riempie il film di scene inutili ma rimane fermo sulla storia. Buono il suo ruolo anche come regista, supportato da un’ottima fotografia e da scenari che mozzano il fiato.

Jeremy Renner interpreta una specie di cowboy tutto d’un pezzo, come non se ne vedono da un po’ al cinema, in un ruolo che sarebbe piaciuto a Clint Eastwood. La Olsen se la cava bene e fa una piccola parte anche Jon Bernthal.

La storia è bella, ci racconta un mondo poco conosciuto, quello delle riserve indiane e ci racconta una piccola storia, una giallo, che mostra la meschinità del genere umano, soprattutto di noi uomini, e l’eroismo di altri uomini, migliori dei primi. E’ un film che rimane dentro, che colpisce per la sua onestà e per l’originalità dell’ambientazione e dei protagonisti, tutti ben descritti. Veramente un ottimo prodotto!

Il Trailer.

 

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