L’ultima intervista, ma non in termini di importanza, nell’ambito della 17esima edizione della View Conference, è dedicata a Audrey Ferrara, giovane artista che, per Il libro della giungla, ha curato la verosimiglianza dell’ambiente naturale ricreato digitalmente.

Audrey lavora nel mondo del digitale da molti anni, ha cominciato con il film Big city – Dove i bambini fanno la legge, nel 2007 ed è arrivata ad oggi dove si occupa delle produzioni live-action della Disney. Infatti ha anche collaborato per Maleficent e Thor.

Ecco cosa ha detto ai nostri microfoni:

  • Universal Movies: “Lei ha iniziato con due film importanti, Big city e Dante 01. Cosa ricorda di quelle esperienze?”
  • Audrey Ferrara: “Quei due film, è divertente cercare di ricordare qualcosa perchè parliamo di ormai 10 anni fa, mi hanno introdotta nel grande cinema. In quel tempo lavoravo per la Buff Company a Parigi ed è stata un’esperienza pazzesca, perchè sono entrata in questo settore ed ero molto entusiasta, volevo imparare il più possibile nel mio lavoro e trovare la mia strada. Dei due film quello che ricordo meglio è stato il secondo, Dante 01…”
  • UM: “… che aveva un look fantastico!”
  • AF: “Si, penso che sia stato unico poichè il regista Marc Caro, che ha diretto qualche film con Jean-Pierre Jeunet, avesse uno stile molto diverso dagli altri registi, più artistico rispetto, per esempio, a Big city, che era principalmente un western per bambini, molto divertente. Ho imparato molto da quel film, lavorando con i supervisori e iniziando a capire come funzionassero le riprese.”
  • UM: “Nel passato, lei ha lavorato con molti registi francesi. E’ qualcosa che voleva proprio fare o è semplicemente successo?”
  • AF: “E’ semplicemente successo. Nella compagnia, se c’era un film in cui tu volevi veramente lavorare, ti mettevano proprio in quel team. In passato, per esempio, sempre mentre ero in Buff Company, volevo lavorare in Speed racer dei fratelli Wachowski…”
  • UM: “Ti volevo proprio chiedere di Speed racer, non uno dei migliori film dei Wachoski, ma il look e gli effetti del film erano favolosi!”
  • AF: “E’ stato un film speciale. E’ vero che è stato quasi un flop, non è stato per niente un successo, ma per quel periodo, gli effetti speciali erano all’avanguardia, pieno di CGI, i colori erano super brillanti, per colpire il gusto del pubblico, ma è stato molto divertente lavorarci.”
  • UM: “Un altro film, che non è stato propriamente un successo, ma che si ricorda per gli effetti speciali è stato Segnali dal futuro, con Nicholas Cage. L’aereo che si schianta è qualcosa che difficilmente si dimentica.”
  • AF: “Questo è stato un film pazzesco in cui ho lavorato. Noi, per la Buff Company, non abbiamo curato la scena dell’incidente aereo, ma ci siamo occupati dell’ultima scena del film, con le tempeste, la grande onda, le scene girate a Times Square. Mi ricordo che dovevamo creare queste fantastiche scene ma avevamo poco tempo per farlo, a livello tecnico una grande sfida. Personalmente, c’era questa fantastica ripresa dell’elicottero che arrivava a Manhattan e io ho dovuto letteralmente ricreare tutti gli edifici, una grossa sfida, veramente!”
  • UM: “Lei ha fatto un lavoro incredibile con Il libro della giungla. Non trova strano che un film che è un vero inno alla natura e alla sua bellezza, di naturale abbia praticamente nulla?”
  • AF: “Si, è un grande paradosso! E’ vero, non ci avevo mai pensato in questi termini. Penso che l’unica cosa che volesse il regista Jon Favreau fosse avere la libertà di organizzare l’ambiente per controllare pienamente la storia, e penso anche che volesse fare una celebrazione de Il libro della giungla originale, quei bellissimi ambienti che Disney aveva dipinto, i colori e cose così. Penso che volesse ricreare fedelmente l’ambiente e avere il controllo totale dell’ambiente in cui filmava.”
  • UM: “Avete girato tutto in studio? Quindi è stato più facile gestire le luci e tutto il resto…”
  • AF: “Assolutamente si, questo è stato il proposito principale. Abbiamo preparato tutti gli elementi prima e gli abbiamo combinati tra loro con il CGI.”
  • UM: “Ultima domanda. Puoi dirci qualcosa sul tuo prossimo film: Passengers?”
  • AF: “Amo molto questo film! Di nuovo, ho imparato molto da questo film, continuo a imparare molto da ogni singolo film in cui lavoro. Dopo un anno e mezzo in cui ho lavorato con rocce e alberi è stato bello cambiare ambiente e dedicarmi alle astronavi e allo spazio. Questo è veramente un grande film, una storia molto originale…”
  • UM: “Lei ha visto il film intero?”
  • AF: “Si, ho partecipato a una proiezione speciale…”
  • UM: “E come l’ha trovato?”
  • AF: “Grande! Naturalmente non posso dire nulla, ma il regista è fantastico come anche tutto il team tecnico.”
  • UM: “Altri progetti futuri?”
  • AF: “Sto lavorando a Alien: Covenant, ma non posso dirvi niente.”

Grazie Audrey Ferrara, è stata gentile e disponibile e una grandissima professionista.

Ecco tre trailer per voi: