Stuck, diretto da Michael Berry, è stato presentato durante la quarta edizione del SeeYouSound Festival, nella sezione Longplay Feature ed è il primo musical del festival stesso. A voi la nostra recensione.

Il film racconta di 6 persone, 3 uomini e 3 donne, bloccate in un vagone della metropolitana, durante un problema tecnico, di diversa etnia ed estrazione sociale, che imparano a conoscersi e rispettarsi a suon di canzoni.

Il musical è un genere storico e importante ma è un prodotto delicato e pericoloso. Ci deve essere una buona trama, delle canzoni accattivanti, eventualmente delle coreografie e il tutto deve amalgamarsi perfettamente sennò il prodotto scoppia. Stuck riesce perfettamente nell'impresa, anche perchè l'opera deriva da un musical teatrale di Berry stesso presentato a New York.

Le canzoni sono fresche ed efficaci e, un paio, funzionerebbero anche come singoli a sè. Gli attori sono fantastici: se Giancarlo Esposito, che arriva anche dalla serie tv Breaking bad, è una garanzia e che qui scopriamo anche buon cantante, nel cast troviamo l'ottima Amy Madigan, già vista in L'uomo dei sogni e Gone baby gone, la bellissima e bravissima Ashanti, cantante nella vita ma anche attrice al bisogno, più un manipolo di altri ottimi attori.

La regia è ottima e non deve spaventare l'ambientazione chiusa in una carrozza perchè la macchina da presa e la storia escono spesso da questa, rendendo il prodotto frizzante e mai noioso. I temi affrontati sono tanti, dalle tensioni razziali alla morte, dagli homeless alla difficoltà di sbarcare il lunario a New York. Certo, il passaggio dal parlato al cantato appare spesso imbarazzante, ma questo succede in quasi tutti i musical, a parte, forse, Evita, in cui Alan Parker ha fatto praticamente cantare tutto il film, per tutta la sua durata.

Stuck è un piccolo film che non ha nulla da invidiare alle grandi produzioni, ottimi attori, ottime canzoni, regia eccellente per un film che non si deve perdere assolutamente.

Ecco due trailer del musical.

Stuck
  • Marco Nuzzo
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