Il cattivo Poeta recensione
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Recensione di Il Cattivo Poeta: opera prima di Gianluca Jodice su D’Annunzio

Arriva oggi in sala Il Cattivo Poeta, opera prima di Gianluca Jodice, con Sergio Castellitto nei panni del sommo poeta Gabriele D’Annunzio, un ritratto di una delle figure chiave della storia moderna nei suoi ultimi anni di vita.

Il film è prodotto da Matteo Rovere e Andrea Paris, una coproduzione italo francese Ascent Film Bathysphere con Rai Cinema, distribuito da 01 Distribution.

Nel cast de Il Cattivo Poeta sono presenti Francesco Patenè nei panni del giovane federale Giovanni Comini, Fausto Russo Alesi è Achille Starace, Massimiliano Rossi è il Commissario Rizzo, Clotide Courau è Amélie Mazoyer, donna di compagnia del poeta insieme a Lidiya Liberman e Janina Rudenska rispettivamente Luisa Baccara ed Emy. Fanno patte del cast anche Tommaso Ragno e Lino Musella.

TRAMA
1936. Giovanni Comini è stato appena promosso federale, il più giovane che l’Italia possa vantare. Ha voluto così il suo mentore, Achille Starace, segretario del Partito Fascista e numero due del regime. Comini viene subito convocato a Roma per una missione delicata: dovrà sorvegliare Gabriele d’Annunzio e metterlo nella condizione di non nuocere. Già, perché il Vate, il poeta nazionale, negli ultimi tempi appare contrariato, e Mussolini teme possa danneggiare la sua imminente alleanza con la Germania di Hitler. Ma al Vittoriale, il disegno politico di cui Comini è solo un piccolo esecutore inizierà a perdere i suoi solidi contorni e il giovane federale, diviso tra la fedeltà al Partito e la fascinazione per il poeta, finirà per mettere in serio pericolo la sua lanciata carriera.

Recensione di Il Cattivo Poeta: opera prima di Gianluca Jodice su D'Annunzio
Fausto Russo Alesi e Francesco Patanè ne “Il cattivo poeta”, foto di Paolo Ciriello

Il Cattivo Poeta: la nostra recensione

Gianluca Jodice si addentra per la sua prima regia in un lavoro ambizioso, tratteggiando il ritratto degli ultimi anni di vita di Gabriele D’Annunzio, un “cattivo poeta” sul viale del tramonto definito da alcuni anti italiano perché osò mettere in dubbio l’egemonia fascista nel biennio 1936-38, anni in cui Mussolini si allea con Hitler, e il il regime diventa ancora più aspro e duro verso gli oppositori o chiunque sia in odor di opposizione. Il lavoro dello sceneggiatore-regista Jodice verte su un’attenta documentazione basata sullo scambio epistolare tra Achille Starace, segretario del Partito Fascista Italiano, che nel 1936 affida a Giovanni Comini, giovanissimo neo federale di Brescia, il compito di sorvegliare il Vate D’Annunzio presso il suo domicilio al Vittoriale a Gardone di Riviera.

A vestire i panni dell’immenso poeta c’è un Sergio Castellitto in splendida forma che nella sua interpretazione mostra la nudità dell’artista colma però di sapienza e pericolosità intellettuale che si contrasta alla giovinezza (e insicurezza) del giovane Comini interpretato da Francesco Patanè, al suo debutto sul grande schermo dopo anni di teatro.

Alla corte di D’Annunzio ci sono donne che lo accudiscono fedelmente come Amélie Mazoyer (Clotide Courau) e Luisa Baccara (Lidiya Liberman) ma anche, che assecondano ogni suo desiderio così da riconoscere le sue debolezze e sapere come “colpirlo”.

Un tono malinconico inquadra Il cattivo poeta magistralmente fotografato da Daniele Ciprì che ne tratteggia la freddezza e la diffidenza della corte che ruota attorno al poeta. I picchi ritmici seguono l’altalenarsi di un D’Annunzio illuminante preveggente ed esaltato cocainomane ossessionato dalla presenza di topi immaginari, chiuso in un Vittoriale gremito di spie e lacchè. “Agli italiani piacciono solo le cattive rappresentazioni” – così si esprime Castellitto-D’Annunzio, ma quello che a cui noi assistiamo è una rappresentazione realmente accaduta perchè tutto quello che pronuncia l’attore è stato estrapolato da dichiarazioni fatte dallo stesso D’Annunzio.

Quella a cui assiste lo spettatore, è una storia raccontata tramite le parole di Giovanni Comini (Francesco Patanè) che deve riportare al regime tutto ciò che accade al Vittoriale. La sua missione, apparentemente semplice (osservare, ascoltare e comunicare tutto a Roma) é fondamentale per tenere sotto controllo un alleato del regime che si sta trasformando in un nemico e, che ha la capacità di condurre masse di persone come un’antesignana rockstar. Un uomo capace di influenzare anche un giovane idealista che, al cospetto dell’anziano mentore, vede incrinarsi le sue convinzioni.

Il cattivo poeta ci racconta un uomo che ha deciso di trascorre i suoi ultimi anni di vita, in una villa sontuosa, tra ossessioni, perversioni, donne, cocaina, in cui la sua vena poetica sembra essersi appannata ma che, come una fiammella dormiente si riaccende con l’arrivo di Comini.

D’Annunzio è un personaggio che ha vissuto mille vite e mai nessuno ha osato raccontarlo al cinema, anche solo per questo Gianluca Jodice ha dimostrato coraggio.

Il cattivo poeta, scritto e diretto da Gianluca Jodice, con Sergio Castellitto e Francesco Patanè è disponibile da oggi, 20 maggio, nelle sale italiane distribuito da 01 Distribution.


Il cattivo poeta
Recensione di Il Cattivo Poeta: opera prima di Gianluca Jodice su D'Annunzio

Director: Gianluca Jodice

Date Created: 2021-05-20 16:46

Editor's Rating:
3

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