Abbiamo visto la seconda ed ultima parte di Identità, il nono episodio della seconda stagione di The Orville. Questo il nostro commento.

Anche questa seconda parte, come la prima, è stata diretta da John Cassar e sceneggiata da un tandem formato da Brannon Braga e André Bormanis, entrambi grandi conoscitori dell’universo Trek.

Identità parte 2 inizia perfettamente da dove si è concluso il precedente episodio, il quale si è distinto per aver lasciato i fan con il fiato sospeso grazie ad una conclusione che appariva assai complessa e drammatica.

Un folle destino sembrava oramai segnato, un disegno oscuro e malvagio avrebbe inesorabilmente determinato la fine dell’intelligenza di tipo “biologico”, iniziando dal totale annientamento della civiltà terrestre, sempre incline nel perpetrare la sottomissione e la schiavitù delle “macchine”. La nostra scia emozionale ha quindi accompagnato i nostri eroi, profondamente minati da una folle paura e dallo sconcerto per ciò che sembrava assolutamente inevitabile.

Il grande lavoro del regista John Cassar è riuscito nell’impresa di dare un’impronta notevole ad un doppio episodio ricco di azione e con tanto “cuore”.

La battaglia spaziale a cui si assiste nel finale risulta di incredibile fattura, così come esaltano i duelli tra “nave e nave”. La drammaticità delle sequenze mostrate nello scontro in questione mette a dura prova le corde emozionali dei fan – così come lo è stata d’altro canto in “Discovery” quella delle “Stelle Binarie”.

Una conclusione tesa, entusiasmante ed immensamente soddisfacente, che crea nuove idee e potenziali trame per lo spettacolo futuro. Ogni singolo elemento di Identità è grandioso, dalla scrittura alla recitazione, dall’azione agli effetti speciali, il tutto condito da una splendida colonna sonora.

Un episodio questo, nella sua interezza, che possiamo definire tra i migliori, se non il migliore in assoluto tra quelli apprezzati fino ad oggi.


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