[Recensione] Alien: Covenant, il sequel di Prometheus diretto da Ridley Scott

Lo sci-fi/horror Alien: Covenant è il sequel diretto di Prometheus, nonchè secondo capitolo di una nuova saga che, inevitabilmente, si ricongiungerà con la quadrilogia originale di Alien. La regia è ancora di Ridley Scott, il cast è invece formato da Katherine Waterston, Michael Fassbender (2 volte), Billy Crudup, Danny McBride e Demián Bichir.

Sono passati oltre 10 anni da quando abbiamo assistito al cinema al fallimento della missione Prometheus, con la dottoressa Elizabeth Shaw e l’androide David protagonisti nel finale di un viaggio intergalattico alla ricerca del mistero degli Ingegneri, esseri superiori creatori di vita aliena e non solo. Alien: Covenant segue le sfortunate vicende dell’equipaggio dell’astronave Covenant, in missione nello spazio per colonizzare un nuovo pianeta. Dopo aver intercettato un messaggio da un pianeta sconosciuto, l’equipaggio scoprirà, a proprie spese, che certe richieste d’aiuto talvolta andrebbero ignorate.

Ammesso, proprio in questi giorni (leggete qui), il passo falso commesso con la realizzazione di Prometheus, il regista Ridley Scott, con Alien: Covenant, sceglie la strada più logica, ossia quella di continuare ad addentrarsi nei meandri dell’universo, mettendo al centro della sua nuova creatura il mistero della creazione, un dilemma che da secoli continua a mettere contro scienza e religione, creando dissapori ideologici tra i vari movimento di pensiero. Siamo frutto di semplice evoluzione biologica oppure parte di un disegno più grande?

Con Alien: Covenant il regista mette in scena uno spettacolo, per così dire, ibrido, un prodotto che sembra fare da collante tra il fin troppo ideologico Prometheus e l’essenzialismo di Alien, dove il risultato finale però alterna ottimi momenti di fantascienza (condita da ottimo gore) ad altri in cui si è costretti ad assistere ad un processo di corruzione narrativa di una saga che per anni ha avuto una propria identità – scivoloni di Alien: La Clonazione a parte – e che forse si avvia ad essere snaturata dal suo stesso creatore.

Siamo purtroppo ancora lontani dallo splendore artistico raggiunto da Alien e Aliens – Scontro Finale, ma una cosa è certa, il regista Ridley Scott con Prometheus e Alien: Covenant ha dato il via ad un processo di ampliamento della mitologia legata all’universo Alien, aprendo pertanto la narrazione futura a nuove possibilità, non resta quindi di sperare nella buona accoglienza al botteghino in maniera tale da continuare a sbirciare nella mente del regista, riguardo il mistero della creazione.

Non possiamo chiudere questa nostra recensione senza parlare brevemente del cast scelto da Ridley Scott per il suo Alien: Covenant, ovviamente a partire dalla straordinaria protagonista interpretata da Katherine Waterston. Difficile non spendere paragoni – specialmente nel finale – con la mitica Ripley (Sigourney Weaver) della saga originale, il girl power in questa attrice è vivo più che mai, e di certo il suo talento rappresenta un valore aggiunto.

Michael Fassbender regala una doppia interpretazione di qualità, la caratterizzazione di entrambi i personaggi è lodevole, piace in particolare la sua interpretazione, quasi pragmatica, di David, un androide ossessionato dalla creazione a tal punto da rasentare in maniera anche spiccata una natura umana.

Il Verdetto 6+

 

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