Ho appena terminato di vedere il quarto episodio della serie tv "storica" Britannia, in onda tutti i lunedì sera su Sky Atlantic. Qui di seguito la recensione.

Sono riuscito a non addormentarmi, ma confesso che è stata veramente dura. A tenermi sveglio ci ha pensato lo sconcerto nel vedere forse la peggiore serie tv storica in costume degli ultimi quindici anni. Piu' passano gli episodi e più ho la sensazione che qualcuno mi stia prendendo in giro, che la vera serie tv, la vera storia debbano ancora cominciare.

Si perché non riesco a credere che nel 2018 si possa mettere in onda un prodotto dove VESPASIANO, futuro imperatore di Roma, viene fatto morire cinquant'anni prima. Una serie dove i legionari romani sono ridotti a zimbelli abbindolati da una sorta di fantasiosa magia nera druida. Una serie nella quale i britanni si sono trasformati in una versione primitiva dei casati de Il Trono di Spade con Cersei, Jamie Lannister, Arya Stark e il Mastino.

Dopo la puntata di lunedi' scorso, con le assurdità di cui sopra, pensavo davvero di aver visto tutto. E per certi versi avevo ragione. Nel senso che in questo quarto episodio non succede assolutamente nulla. Tutti i cinquanta, sonnolenti minuti della puntata sono dedicati ad un interminabile rito celtico nel quale dei sacerdoti somiglianti più a dei tossicodipendenti che a dei druidi, decidono di giustiziare il re della tribù dei Cantiaci. Uno strazio, veramente uno strazio. Una pallidissima e noiosissima imitazione dei sacrifici umani mostrati nel capolavoro Vikings.

Solo che in Vikings, oltre ai sacrifici, poi si racconta anche LA STORIA, eccome. Qui no. Qui è tutto un rito, un continuo dialogo delirante (dove, incredibilmente, romani e britanni si capiscono senza difficoltà, tutti sanno tutte le lingue...), una presa per i fondelli degli antichi romani. FINE. Non c'è una battaglia, un evento storico, un personaggio realmente esistito. NIENTE. Se non ci fossero le uniformi dei legionari (forse l'unica cosa bella di tutta la serie...) e le scritte blu sulle facce dei britanni, nessuno si accorgerebbe che, almeno in teoria, questa è una serie storica.

La cosa più incredibile è che la colpa non è degli attori! David Morrissey, Hugo Speer, la bellissima Kelly Reilly e anche la talentuosa Annabel Scholey sarebbero e sono interpreti di primo livello. Il problema è il vuoto assoluto della sceneggiatura. Quali sono le idee alla base di questa serie? Cosa vuole trasmettere, a parte grasse risate. Io, davvero non lo capisco. E temo di non essere l'unico.