Homecoming, recensione della seconda stagione su Prime Video

La seconda stagione di Homecoming è stata rilasciata il 22 maggio scorso su Prime Video. Questa la nostra recensione.

Una ragazza si sveglia a bordo di una barca nel mezzo di un fiume. Sulla riva, di fronte a lei, un uomo ne scruta i movimenti. Jackie (Janelle Monáe) è ancora stordita e confusa e cerca di richiamare l’attenzione dell’uomo sulla riva invocando il suo aiuto. Questi però scappa. La ragazza con molte difficoltà arriva a riva e viene intercettata da un poliziotto che l’accompagna presso il più vicino ospedale in quanto Jackie non ha memoria di chi sia e di cosa le sia successo.

Commento. Visivamente perfetta. Questa è la prima impressione che si ha guardando Homecoming 2. La seconda stagione si regge su piani sequenza ispirati al grande Alfred Hitchcock, sapientemente ideati dal regista Kyle Patrick Alvarez.

Homecoming è ricco di trovate narrative. Altro elemento che lo contraddistingue sono i titoli di coda degli episodi. Ognuno termina con una scena di sottofondo. Termina la recitazione in primo piano per lasciare spazio a rumori di sottofondo e ad un recitato di circostanza che racconta le immagini di chiusura, un po’ come lo sfumato finale di alcune canzoni che continua a riecheggiare lasciando poi il posto al brano successivo.

Walter Cruz (Stephan James) accompagna lo spettatore in un realistico viaggio a bordo del suo Pick Up, mentre ancor più ben fatto è il momento in cui Jackie (Janelle Monáe) tenta di entrare in casa di Alex. L’attrice si muove per il cortile cercando di nascondersi agli occhi della moglie del proprietario mentre la macchina da presa la segue e, poi, l’accompagna fin dentro la finestra, girando poi l’angolo della casa per riprenderla dalla finestra successiva, in un unico movimento che parte dall’arrivo della macchina con la protagonista e della durata di quasi cinque minuti. Una piccola perla, con nessun accompagnamento musicale se non un crescendo negli istanti finali.

Qualche colpo di scena ben posizionato ed un cast d’eccezione, fra cui possiamo ricordare Chris Cooper, Joan Cusack, Bobby Cannavale e Hong Chau, fanno di Homecoming un prodotto valido ed interessante. Ottima la colonna sonora che accompagna la ricerca del proprio io da parte di Janelle Monáe. Ben recitato inoltre il cameo, nel primo episodio, di John Billingsley (il Dottor Phlox di Enterprise).

La serie era stata creata per due stagioni, ma un finale non proprio chiuso lascerebbe lo spazio per nuovi e differenti sviluppi.

Classificazione: 3 su 5.

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