Harvey Weinstein condannato a 16 anni di carcere per violenze sessuali

Si è concluso come doveva concludersi: Harvey Weinstein, coinvolto in prima persona in uno scandalo torbido che ha sconvolto (e coinvolto) Hollywood e tutto il mondo, è stato condannato a 16 anni di carcere con l’accusa di violenza sessuale.

La caduta di un Dio, dunque, quella del produttore Harvey Weinstein, fondatore insieme al fratello Bob della Miramax che ha prodotto molti film si successo. Ma tutta questa vicenda ha creato anche una cesura, definendo un prima e un dopo lo scandalo con il movimento #MeToo e l’ondata di politically correct che ne è conseguita.

Il caso Weinstein ha scoperchiato un vaso di Pandora trascinando con sé anche molte altre personalità di Hollywood (il caso Armie Hammer, tanto per citarne uno), come se Weinstein fosse solo la prima tessera di un domino in costante e perpetua caduta.

Con questa sentenza definitiva, però, un capitolo pare essersi chiuso anche se il cinema non può, ora e per sempre, non tenerne conto. Ecco arrivare al cinema, dunque, Anche io, il film di Maria Schrader con Carey Mulligan incentrato proprio sul caso Weinstein.

Perché il cinema non può modificare ciò che è accaduto, ma invita sempre a porvi qualche riflessione. Poi, spetterà ai posteri l’ardua sentenza. Quella di Harvey Weinstein, però, è già stata emessa e non si potrà mai più tornare indietro.


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