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[Seeyousound 2017] La recensione del documentario In pursuit of silence


Durante la terza edizione del Seeyousound Festival, abbiamo potuto vedere il documentario In pursuit of silence di Patrick Shen, presente in sala, nella sezione Concorso Long play e in anteprima italiana.

Una contemplativa esplorazione della nostra relazione con il silenzio, il suono e l’impatto del rumore sulla nostra quotidianità. Partendo da un’ode a John Cage e al suo celebre brano 4’33” che influenzò generazioni di artisti, si passa alla quiete di una cerimonia del tè a Kyoto per piombare nelle strade della città più rumorosa del pianeta, sino a giungere in una camera anecoica, detta anche camera del silenzio assoluto.

Anticipato dal brano 4’33”, suonato (!!!) in sala, il film di Shen colpisce per la sua sapidità e l’interesse che riesce a catturare anche nello spettatore più disattento. Il tema dell’importanza del silenzio e del rumore nel mondo odierno viene sviscerato in tutte le sue sfaccettature, permettendo di scoprire alcuni aspetti importantissimi che spesso si danno per scontati o, peggio, si trascurano.

Sul catalogo del Festival viene citato Koyaanisqatsi, celeberrimo film di qualche anno fa e il paragone non è forzato: il documentario di Shen è un caleidoscopio di immagini e di posti che ti permette di viaggiare con gli occhi e con la mente.

A livello puramente cinematografico, l’opera presentata al Seeyousound Festival, presenta alcune scene indimenticabili. Si può affermare tranquillamente che, oltre all’alto livello informativo dell’opera, il film è registicamente ineccepibile e visivamente splendido.

Voto: 8

Ecco il trailer del documentario:

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