Oggi parliamo del nuovo film della simpatica Reese Witherspoon, commedia romantica diretta da Hallie Meyers-Shyer e in uscita il 12 ottobre nei cinema italiani.

Alice è figlia di due genitori ingombranti: un regista famoso e una attrice di grande fama. Alice è madre di due bambine intelligenti e simpatiche. Alice è separata da poco, benchè l'affetto non sia totalmente finito con l'ex marito. Alice conosce un attraente 27enne, si piacciono e tutte il suo mondo finisce a gambe all'aria.

Premetto da subito che il pessimo titolo italiano è fuorviante: nessuna analisi sociologica sulla nuova generazione di 40enni belle e rampanti, che danni punti alle annacquate 20enni. Il film parla di tutt'altro, sebbene le premesse iniziali siano proprio un'ipotetica relazione con 13 anni di differenza.

Il titolo originale, invece, Home again, vuole dire tante altre cose, poichè il tema della casa è centrale nella narrazione, soprattutto la casa degli affetti, non quella di mattoni. Per la regista è un ulteriore ritorno a casa: Hallie Meyers-Shyer è figlia d'arte, sua madre è la celebre scrittrice e regista Nancy Meyers, che ricordiamo per What women want e Qualcosa è cambiato, il padre è l'ottimo Charles Shyer che ha firmato tantissimi successi, tra cui Il padre della sposa e Soldato Giulia agli ordini.

La regista, qui anche sceneggiatrice, ha quindi voluto raccontarci un po' della sua vita nel ruolo di Alice, come figlia di due ingombranti genitori e le difficoltà di emergere come soggetto con qualità proprie. Il film stesso è un omaggio ai lavori dei due artisti: sceneggiatura leggera e svolazzante, buoni sentimenti a secchiate, povere ragazze disgraziate che piangono in ville grosse come il Nicaragua, un mondo popolato totalmente da WASP ricchi, bianchi e buoni.

Viene facile capire quindi la perplessità di chi scrive su come possa apparire già vecchia una produzione del genere, totalmente inconsistente e leggiadra, se pensiamo che questo mese è uscito madre! e il mese scorso Dunkirk. In ogni caso il film può accontantare gli appassionati e le appassionate del genere, e non sono pochi. In questo il film soddisfa totalmente le aspettative e risulta in qualche parte anche godibile.

Il cast è totalmente sprecato: la Witherspoon è l'unica che si impegna, Michael Sheen sembra a disagio, un paio di apparizioni imbarazzanti di Candice Bergen e il bello del film, Pico Alexander, veramente insulso.

Sono due gli elementi che saltano subito all'occhio: tra i personaggi nessuno si comporta come l'età anagrafica imporrebbe, la quarantenne si comporta da quindicenne, le ragazzine parlano come delle adulte e la settantenne si atteggia a trentenne.

Il secondo elemento mostra una enorme idiosincrasia nella cara puritana America: guai se si vede una sigaretta per caso ma benvenuti alcool a litri e a ragazzi che non sanno neanche dove stanno dormendo, come se questo fosse un merito, ma non sono neanche il primo a dirlo.

In conclusione, 40 sono i nuovi 20 è un prodotto, ed anche un omaggio, ad un certo cinema degli anni '90 della coppia Meyers - Shyer, vacuo e leggero. Per chi lo ama è un simpatico passatempo, per chi ama il cinema puro e duro, è un doloroso pugno in un occhio.

Ecco il trailer italiano e una clip:

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