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Non mi uccidere: recensione del film con Alice Pagani e Rocco Fasano


È disponibile da oggi per l’acquisto e il noleggio, Non mi uccidere diretto da Andrea De Sica con Alice Pagani e Rocco Fasano, un horror thriller con anima romantica; vi presentiamo la nostra recensione.

Il progetto di Non mi uccidere ha origine dall’omonimo romanzo di Chiara Palazzolo, uscito nel 2005 e di cui Gianni Romoli ha acquisito immediatamente i diritti ma, allora per il cinema italiano i tempi non erano maturi per un teendrama dark. Romoli ha dovuto aspettare tempi migliori e, dopo diverse stesure di possibili sceneggiature, grazie all’incontro con il giovane collettivo GRAMS la storia prende forma con il coinvolgimento del regista Andrea De Sica.

TRAMA
Mirta ama Robin alla follia, lui le promette che sarà amore eterno. In una cava abbandonata, la voglia di trasgredire costa la vita a entrambi. La ragazza però si risveglia e non può che sperare che Robin faccia lo stesso, proprio come le aveva promesso. Ma niente è come prima. Mirta capisce di essersi trasformata in una creatura che per sopravvivere si deve nutrire di carne umana. Ha paura. Braccata da uomini misteriosi, combatte alla disperata ricerca del suo Robin.

Non mi uccidere è stato definito come “il Twilight italiano” ma ha ben poco con che spartire con la saga vampiresca che ha reso celebri Kristen Stewart e Robert Pattison.

Mirta (Alice Pagani) e Robin (Rocco Fasano) sono degli adolescenti con i loro turbamenti, anime solitarie che trovano forza nel loro amore, un amore che li trasforma, li rende tossici l’uno per l’altro fino a condurli alla morte. L’amore di Mirta è così forte che la farà rinascere nelle sembianze di un essere non ben definito che per sopravvivere deve nutrirsi cibandosi con carne umana. Spaventata da questo cambiamento che sta vivendo e, in fuga da misteriosi uomini che le danno la caccia, cerca di rimanere in vita grazie all’aiuto di Sara (Silvia Calderoni) alla ricerca del suo amato Robin, sperando che anche lui si sia svegliato.

Non mi uccidere è una lotta per la sopravvivenza costellata di ragazzi alla ricerca del loro posto nel mondo, distaccandosi da famiglie che hanno cercato di proteggerli o che li hanno allontanati disconoscendoli, ragazzi che devono imparare a cavarsela da soli affrontando società segrete che li vorrebbero sotto il loro dominio. Mirta rappresenta le fragilità tipiche degli anni dell’adolescenza, le insicurezze, e la voglia di riscatto che avviene nel passaggio della maturità. Le scelte che fa sono folli, impulsive, e solo sotto una guida più matura come quella di Sara, riuscirà a trovare il giusto percorso da seguire per la sopravvivenza.

Non mi uccidere ha buone potenzialità per diventare una saga a tutti gli effetti, l’avventura di Mirta siamo sicuri sia solo ad un punto di partenza e ha tanti lati nascosti che, appaiono ben calibrati lungo la narrazione, proprio per non mostrarci tutto sin da subito.

Mirta e Robin potrebbero essere dei nuovi Romeo e Giulietta dove- come avviene anche nel mondo d’oggi – è la donna a mostrare il carattere più forte. In Non mi uccidere, questo girl power viene velatamente mostrato grazie alla co interpretazione di Silvia Calderoli che prova a far da mentore ad una magnetica Alice Pagani. Il bel Romeo ossia Robin interpretato da Rocco Fasano sconta le ferite laceranti dell’abbandono e, come tutti gli uomini della vita di Mirta, pretende che lei lo segua nella sua decisione di morte, senza se e senza ma.

Arriva il momento in cui Mirta capisce che tutti hanno voluto qualcosa da lei, e che talvolta se la sono presa anche contro la sua volontà, e finalmente capisce che per difendersi definitivamente deve uscire i denti e sbranarli. Sarà Sara ad insegnarle i giusti comportamenti da adottare e a come incanalare il suo dolore e farlo diventare una sua forza.

In Non mi uccidere ci sono gli attori del nuovo cinema italiano, conosciuti e amati dal pubblico più giovane grazie alle loro interpretazioni di teen drama distribuiti su piattaforme digital, Alice Pagani è tra i protagonisti di Baby, Rocco Fasano di Skam Italia e Giacomo Ferrara di Suburra. Non pensiamo che scegliere loro sia stata una tattica per attirarsi quel target di pubblico anzi, crediamo nelle loro potenzialità recitative, e per questo speriamo che Non mi uccidere diventi una saga anche per dare maggiore spazio alle singole trame dei loro personaggi (ove sia possibile).

Disillusione e rabbia, questi sono i temi cardini di Non mi uccidere, la continua sensazione di sentirsi abbandonati e quel passaggio (obbligatorio) dalla gioventù all’età adulta. Un dualismo ben espresso nella fotografia di Francesco Di Giacomo caratterizzata da scene con luci calde e fiabesche nei ricordi di Mirta, che si contrappone ai colori freddi, cupi e scuri nel presente; la scenografia di Daniele Frabetti è fatta di boschi idilliaci, cimiteri spettrali, in cui Mirta deve districarsi nel percorso che è costretta ad intraprendere. I costumi sono di Chiara Ferrantini, il montaggio di Pietro Morana, il casting di Gabriella Giannattasio. Le musiche originali sono composte da Andrea Farri e Andrea De Sica.

Non mi uccidere è una produzione Warner Bros. Entertainment Italia Vivo film, prodotto da Marta Donzellie Gregorio Paonessa, con il sostegno di MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e IDM Alto Adige e Regione Lazio – Fondo Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo.

Il film è disponibile per l’acquisto e noleggio su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio su Sky Primafila e Mediaset Play Infinity.


Non mi Uccidere
Non mi uccidere: recensione del film con Alice Pagani e Rocco Fasano

Director: Andrea De Sica

Editor's Rating:
2.5

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