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Noelle: recensione del film con Anna Kendrick su Disney+


Noelle è la commedia natalizia disponibile dal 27 novembre su Disney+. Nel cast, Anna Kendrick, Bill Hader e Shirley MacClaine. Questa è la recensione.

Noelle, figlia di Kris Kringle – alias Babbo Natale – è piena di spirito natalizio ma vorrebbe fare di più per aiutare il fratello Nick in procinto di sostituire il padre, morto anzitempo, per portare i doni ai bambini di tutto il mondo. Quando Noelle si accorge che il fratello non riesce a reggere la pressione per il lavoro da svolgere, gli suggerisce di prendersi un weekend libero. Nick prende il suggerimento alla lettera e si reca in Arizona con l’intenzione di non tornare mai più al Polo Nord. Toccherà a Noelle convincerlo per salvare il Natale caduto disgraziatamente in mano al cugino impreparato Gabriel che vorrebbe trasformare il laboratorio di Babbo Natale in un servizio di consegne online.

Girato nel 2019 ma arrivato da noi su Disney+ solo ora, Noelle è la classica commedia natalizia piena di buoni sentimenti che vorrebbe portare l’altrettanto classico discorso contro il consumismo verso nuovi lidi, arrivando a criticare l’e-commerce imperante (soprattutto Amazon Prime, come viene dichiaratamente affermato) che priverebbe il mondo dello spirito natalizio.

Ma la sceneggiatura (dello stesso regista Marc Lawrence) non ha la forza e il nerbo necessari e la critica viene fatta cadere quasi subito per concentrarsi maggiormente sulla comicità – o presunta tale – che dovrebbe scaturire dallo sguardo nuovo e spaesato sul mondo da parte di Noelle, abituata a vivere in mezzo alla neve tra elfi, magia e bontà.

Non bastano però alcune situazioni paradossali (l’elfo Polly, interpretato da Shirley MacClaine, che va a farsi un massaggio, Nick che insegna yoga, Noelle che cerca refrigerio al banco surgelati di un supermercato, tutti i bambini che vogliono un iPad) per ravvivare un film in cui non succede praticamente niente e in cui anche gli attori, Kendrick a parte, non sembrano del tutto convinti di quello che stanno facendo o dicendo (Bill Hader su tutti).

Colpa soprattutto della regia sciatta e sbrigativa di Lawrence che sembra dirigere un epigone della serie Santa Clause con Tim Allen, di cui probabilmente Noelle avrebbe dovuto inizialmente farne parte come possibile rilancio, e che non lascia lo spazio e il tempo necessario agli attori per poter quantomeno provare a strappare un sorriso allo spettatore.

Come va a finire, poi, lo si intuisce già nei primi dieci minuti anche se tutto sembra propendere ad abbracciare quel female empowerment tanto in voga negli ultimi tempi. E non sarebbe neanche un male, ma tutto viene buttato lì senza un perché: tutto è appena abbozzato, a cominciare dai tristi effetti visivi in CGI da film tv di domenica pomeriggio.

In conclusione, Noelle è un film che non si capisce per quale pubblico sia indirizzato – troppo superficiale per gli adulti, troppo noioso e soporifero per i bambini – che si guarda solo ed esclusivamente per Anna Kendrick che riesce a far trasparire un po’ di simpatia. Ma dalla Disney ci si aspettava molto di più.

Classificazione: 1.5 su 5.

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