Oggi vi proponiamo un’edizione speciale della nostra rubrica La Bottega del Cineasta con quattro film del grande maestro di cinema, Alfred Hitchcock.

  • Memory of the camps – Questo documentario è stato filmato da Hitchcock subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, al seguito degli alleati, durante l’ingresso in Germania. E’ un viaggio all’inferno sconvolgente, quello che si vede durante il film, che ci lascia inorriditi. Corpi deturpati, cadaveri ammassati nelle fosse comuni, i luoghi simbolo del massacro degli ebrei, la cinepresa accompagna i militari durante la scoperta del vero orrore. Della maestria registica di Hitchcock non si vede, naturalmente, nulla ma ci mostra, in maniera inequivocabile, la ferocia e la crudeltà dei nazisti. Opera incompiuta, il documentario è stato trasmesso durante il programma Frontline nel 1985, quindi riproposto nel 2014. Voto: 8
  • Frenzy – Penultimo film di finzione del Maestro, Frenzy è a colori e ha la caratteristica di mostrare l’identità dell’assassino quasi subito. La trama è ben calibrata, gli attori non particolarmente carismatici, il film è famoso per due scene di omicidio filmate con dinamiche opposte: la prima è esplicita, forte, insostenibile per la crudeltà, la seconda è suggerita ma ha una carrellata all’indietro da brivido. Simpatica la scena nel camion delle patate. Voto: 7
  • Incident at a corner – Questo è un piccolo gioiello, girato da Hitchcock nel 1960 per il programma televisivo Startime. Un telefilm con alcuni elementi del cast di Psyco, difatti è girato nello stesso anno, e con le stesse maestranze tecniche. Fenomenale la scena inizale, quella dell’incidente del titolo, che viene mostrata in diverse angolazioni. Un apologo morale sulla calunnia e le conseguenze che può avere. Molto teatrale nello stile e, con l’aggiunta, di George Peppard, nel ruolo di Pat. Da recuperare assolutamente. Voto: 7
  • Topaz -Il film meno amato da Hitchcock e anche dal suo pubblico, in realtà Topaz non è brutto. Sicuramente la trama convoluta non aiuta, difatti si perde in numerose sottotrame che rendono difficoltosa la comprensione. Inoltre, come segnalato dal Maestro, il fatto che tutti i personaggio (cubani, francesi, russi, ecc..) parlino inglese, fa un po’ sorridere. Minutaggio esagerato per un’opera che presenta un’unica scena indimenticabile: la morte dell’amante cubana filmata dall’alto, come se fosse un fiore viola che si schiude. Il film ha, credo, tre finali diversi: noi abbiamo visto l’edizione inglese con numerose scene inedite e il finale in cui il cattivo fugge in Russia. Voto: 6

Ecco due trailer e il telefilm di Startime:

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