Per la rubrica La Bottega del Cineasta vi offriamo questa sera la recensione di Wonder Woman, il cinecomic DC Films diretto da Patty Jenkins ed interpretato da Gal Gadot.

La Bottega del Cineasta è rivolta a dare un approfondimento personalizzato a titoli, come Wonder Woman, già recensiti dalla nostra redazione.

Wonder Woman nasce dalla matita di William Moulton Marston nel lontano 1941, e come successo con Captain America per i Marvel Comics, diventa da subito un'icona di moralità e giustizia, andando al di là del semplice universo fumettistico. Wonder Woman rappresenta una supereoina nel nome e nel cuore, un personaggio che il cinema moderno non poteva tenere lontano dalle luci della ribalta ancora per molto, e che fortunatamente ha sfruttato nel migliore dei modi. Ma per capire in che modo il Wonder Woman di Patty Jenkins sia riuscito ad elevarsi dalla enorme massa di cinecomics realizzati solo per far cassa, basta evitare si soffermarsi sullo spettacolo visivo proposto, e dare spazio al suo vero punto forte .... il cuore!

Apriamo la nostra breve considerazione con alcune domande che costantemente vengono in mente durante la visione del film:

  • Cosa spinge l'uomo a battersi contro un suo simile?
  • Da dove nasce il male che circonda l'aura delle persone malvagie?
  • Cosa significa realmente la parola Eroe?

Tre domande all'apparenza banali, ma che in fondo spingono lo spettatore verso la ricerca di una morale che dia valore allo spettacolo proposto in sala. A prescindere dagli spettacolari combattimenti e dalla bellezza mozzafiato di Gal Gadot, infatti, questo è un film che, pur raccontando la più banale delle storie, dimostra di saper toccare le giuste corde morali, sfruttando in maniera quasi ineccepibile la disarmante ingenuità di un personaggio come Wonder Woman per mostrare il male che si cela nell'animo umano. Il Wonder Woman di Patty Jenkins è l'esempio perfetto di come un film possa riuscire a dare spettacolo non solo visivamente.

Aspetto morale a parte, Wonder Woman diverte, intrattiene e commuove, tre caratteristiche che solitamente non vanno a braccetto nel DC Extended Universe, a tal proposito lontano anni luce dai canoni proposti dai Marvel Studios per il proprio franchise legato ai supereroi. La comicità di Wonder Woman risulta spesso un punto di forza, questo grazie alla bravura di Gal Gadot, attrice capace e non solo bellissima. L'intrattenimento è supportato magistralmente da effetti visivi di spessore, molti dei combattimenti corpo a corpo (ancor più straordinari visti con tecnologia IMAX 3D) ricordano quelli ammirati nel 300 di Zack Snyder, qui in chiave di produttore e co-sceneggiatore, l'utilizzo dello slow motion è difatti un'arma vincente utilizzata in maniera chirurigica. Risulta inoltre straordinaria la colonna sonora del maestro Rupert Gregson-Williams, è difficile infatti non emoziarsi quando il tema musicale di Wonder Woman si trasforma nel più classico degli inni di guerra durante le battaglie della nostra eroina.

Il cast di Wonder Woman non è quello che ci si aspetta di vedere all'interno di un cinecomic di nuova generazione, sono pochi infatti i nomi di grido presente al suo interno, e forse questo rappresenta uno dei pochi limiti di questo film. Gal Gadot ha un avvenire davanti a se, e fortunatamente non siamo gli unici a pensarlo, l'attrice israeliana possiede carisma, simpatia, fisicità e gioventù, tutte caratteristiche ricercate come il pane ad Hollywood. Chris Pine rappresenta il giusto mix tra eroismo e romanticismo. Non si discute il carisma di Robin Wright, così come quello di Danny Huston.

In conclusione con Wonder Woman possiamo dire che il DC Extended Universe ha trovato finalmente un punto di svolta dopo i primi capitoli non proprio perfetti. La speranza che un titolo come questo possa realmente fare da manifesto per la neo-nata DC Films è ora più forte che mai, anche perchè cercare di emulare la qualità proposta dai Marvel Studios finora non ha dato grandi risultati.

Il Verdetto 7.5