Una giornata un po’ parca per quanto riguarda il numero di uscite al cinema che però si prospetta interessante per la gamma di film proposti.

In prima istanza, oggi tocca al nuovo capitolo della saga tratta dai romanzi di Veronica Roth, ovvero The Divergent Series: Allegiant diretto, come il precedente capitolo, da Robert Schwentke; stavolta i protagonisti si avventureranno in un territorio a loro sconosciuto, fuori Chicago. Già visto? In un certo senso si, perché ormai tutte le saghe young adult si somigliano un po’ tutte (futuro distopico, personaggi giovani contro adulti malvagi, storia d’amore), ma se il pubblico gradisce…

Di ben altro spessore, ma anche completamente diverso, è il nuovo film dei Fratelli Coen, Ave, Cesare! che ha aperto l’ultimo Festival di Berlino; nel film vediamo Eddie Mannix, un fixer di Hollywood (la Hollywood dello studio system degli anni ’50) chiamato a ritrovare un attore misteriosamente scomparso durante le riprese di un peplum. In bilico tra parodia e omaggio, il film è una sagace e graffiante messa in scena di ciò che sta dietro le quinte della fabbrica sei sogni e che si avvale di un cast di prim’ordine (George Clooney, Josh Brolin, Scarlett Johansson, Ralph Fiennes solo per citarne alcuni).

C’è poi il cinema che fa discutere, soprattutto in un paese come il nostro. Il film Weekend di Andrew Haigh (prodotto nel 2011: meglio tardi che mai) è la storia di Russell e Glen, due ragazzi che si conoscono in un locale e passano la notte insieme; quella che sembrava un’avventura di una notte si trasforma in qualcosa di più durante il weekend. Impossibile che un film su questo tema non si attirasse le ire della Chiesa, ma il cinema è anche questo: un mezzo per porre l’attenzione dove invece si volterebbe lo sguardo altrove.

Infine, la commedia, ovvero l’Italia (ormai ci abbiamo fatto l’abitudine). Il nuovo film di Fausto Brizzi, Forever Young, è un insieme di storie che s’intrecciano che hanno come protagonisti adulti fuori ma ancora giovani dentro, o semplicemente adulti mai cresciuti o cresciuti male. Quella che poteva essere una commedia ironica sulla voglia di non crescere a tutti i costi e rimanere giovani sempre, nelle mani di Brizzi diventa l’ennesima commedia sterile, priva di grinta e con situazioni comiche già viste o scialbe. Per chi si accontenta, Teo Teocoli è sempre professionale, così come Fabrizio Bentivoglio, anche se dispiace vederli recitare battute becere e prendere parte a situazioni piuttosto scadenti.