Giugno 29, 2020

Dispatches from Elsewhere, recensione della serie Prime Video

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Jason Segel è ideatore ed interprete della geniale serie Dispatches from Elsewhere, disponibile sulla piattaforma Amazon Prime Video. Questa la recensione.

Siamo negli stati uniti e più precisamente a Philadelphia. Peter (Jason Segel) è una persona comune che ha una vita comune. Ha un lavoro mediocre che non lo soddisfa. La routine quotidiana si ripete, ogni giorno, senza scosse fino a quando la sua attenzione non sarà catturata da misteriosi volantini sparsi per la città. Peter farà cosi la conoscenza del Jejune Institute e del suo inquietante e misterioso capo, Octavio (Richard E. Grant). Peter si troverà così coinvolto in una misteriosa escalation di eventi che lo porterà ad incontrare altri tre compagni d’avventura: Simone (Eve Lindley), Janice (Sally Field) e Fredwynn (André Benjamin). Cos’è veramente il Jejune e chi è Clara?

Commento. Uno sfondo arancione ed il primo piano di Richard E. Grant che buca lo schermo per i primi 30 secondi della serie fanno capire fin da subito che Dispatches from Elsewhere non è un prodotto a cui gli spettatori sono assuefatti ed abituati.

Dieci gli episodi che compongono Dispatches from Elsewhere, ognuno con un tema ben preciso a fare da leitmotiv alla puntata. Ben realizzato ed al di fuori degli schemi l’impianto narrativo che però tentenna verso la fine, nonostante un discreto colpo di scena sul finale del nono episodio.

Jason Segel, protagonista dimesso di questa geniale kermesse, si occupa anche di dirigere il primo episodio e lo fa con mestiere ed una bravura che fino ad oggi non gli era attribuita, dimostrando di essere maturato sia dal punto di vista recitativo, sia da quello della regia.

La storia si rifà al film documentario The Institute del regista Spencer McCall. Lo scenario si sposta da San Francisco a Philadelphia ma Segel ne riprende solo l’idea di base, ovvero creare un reality game in cui i protagonisti rispondono alla chiamata attraverso dei Flyers (volantini con i talloncini da staccare) sparsi nella città. Dispatches from Elsewhere ha una sua identità ed una propria storia da raccontare e lo fa affidandosi ad un cast d’eccezione che può contare sulla due volte premio Oscar Sally Field e su altri validi attori noti, come Richard E. Grant – inquietante e poliedrico – e pressoché sconosciuti alle nostra latitudini come la brava Eve Lindley, una piacevole scoperta.

Strizzando l’occhio a The Twilight Zone, gli eventi che saranno narrati accompagneranno lo spettatore nella soluzione dell’enigma, lasciandolo spesse volte esterrefatto. La descrizione e l’introspezione dei personaggi è ben realizzata e cadenzata sia sul ritmo degli eventi sia sull’evoluzione della dinamica dei rapporti fra i protagonisti.

Ottima la colonna sonora, così come la sgargiante esplosione di colori del mondo creato da Clara e dai suoi amici che si stagliano nel grigiore della deprimente quotidianità di Fishtown.

Vi consigliamo caldamente la visione di questa serie TV che, tra i suoi punti di forza, conta la presenza di Octavio sia come personaggio che come narratore della vicenda stessa, andando a creare un paradosso che nel finale vi farà ripensare con attenzione ad ogni suo intervento.

Classificazione: 4 su 5.

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