Ant-Man and the Wasp: Quantumania, la nostra recensione

Ant-Man and the Wasp: Quantumania, la nostra recensione

Ant-Man and the Wasp: Quantumania è il primo capitolo della Fase 5 dell’immenso franchise noto come Marvel Cinematic Universe, e questa è la nostra recensione.

Peyton Reed torna in cabina di regia dopo aver diretto saggiamente i primi due capitoli, così come buona parte del cast principale guidato da Paul Rudd ed Evangeline Lilly, con Michael Douglas e Michelle Pfeiffer a fare da spalla d’elitè, e due new entry quali Kathryn Newton e Jonathan Majors, con quest’ultimo in particolare nel ruolo di Kang, il supervillain della Fase 5.

Il racconto del film inizia con Scott Lang alle prese con il recupero del tempo perso – causa Thanos – con la figlia Cassie, e la famiglia Pym che prova a ritrovare normalità familiare dopo gli anni di Janet nel mondo Quantico. Mentre tutto scorre nel migliore dei modi, però, un esperimento finisce male, ed i nostri protagonisti vengono risucchiati proprio in quel mondo che stavano tutti cercando di dimenticare. Dispersi in un mondo sconosciuto e pieno di insidie, Scott e la famiglia Pym dovranno vedersela con una minaccia che il genere umano non aveva ancora conosciuto, Kang.

IL NOSTRO COMMENTO

Dopo due film non perfetti, ma di certo congeniali ai piani di casa Marvel Studios, il regista Peyton Reed con Ant-Man and the Wasp: Quantumania prova ad espandere la visione dei fan nei riguardi del multiverso, e nel farlo si prende diverse “licenze narrative”, tra cui la creazione di un mondo – quello Quantico – in parte troppo ispirato alle più celebri avventure dell’universo Star Wars. Difficile infatti non notare le enormi similitudini, con personaggi, paesaggi e persino sequenze di combattimento che riportano alla mente quel celebre franchise portato al cinema da George Lucas anni prima. Centrerà il fatto che Marvel Studios e Lucasfilm hanno in comune lo stesso papà?

Ant-Man and the Wasp: Quantumania, la recensione

Se le “licenze narrative” fanno storcere il naso, la storia portata in scena dal regista e dallo sceneggiatore Jeff Loveness regala due ore di puro intrattenimento, tra dinamiche familiari ben strutturate a livello narrativo, e personaggi portati in scena magistralmente da tutto il cast principale; a tal proposito siamo assolutamente certi che la prova eccelsa di Jonathan Majors non può che rappresentare solo un piccolo assaggio di ciò che la sua aggiunta al Marvel Cinematic Universe può dare in termini di qualità e dinamismo nella Fase 5 da poco iniziata.

Dal punto di vista prettamente visivo, il film offre una buona dose di intrattenimento, seppur troppo legato agli ambienti non esteticamente spettacolari, e ad una fotografia che di certo non sarà ricordata dai posteri. Gli effetti visivi sono spesso condizionati da un uso eccessivo del CG, ma ciononostante il risultato finale non disturba, parliamo pur sempre di un blockbuster targato Marvel Studios, questo è bene ricordarlo.

Come già anticipato, il cast è forse uno dei fattori chiave di un successo di certo non scontato. Paul Rudd è tagliato per essere il miglior Scott Lang/Ant-Man possibile: mimica facciale, umorismo e carisma fanno assolutamente parte del suo bagaglio artistico. Michael Douglas e Michelle Pfeiffer offrono ancora una volta esperienza e caratura, mentre il poco spazio offerto ad Evangeline Lilly, invece, lascia pensare che in fin dei conti i Marvel Studios non punteranno mai su un film in solitaria su Wasp. Non impressiona la prova della giovanissima Kathryn Newton, mentre – come anticipato – il Kang di Jonathan Majors buca lo schermo, e lascia ben sperare per il prosieguo della sua avventura nel franchise.

Ant-Man and the Wasp: Quantumania, la recensione

IN CONCLUSIONE

Ma allora Ant-Man and the Wasp: Quantumania può essere considerato un buon film vista la poca originalità di certe scelte creative? Beh, volendo forzatamente escludere le suddette “influenze”, il film fa di tutto per regalare 2 ore di divertimento, e lo fa miscelando nel modo giusto momenti a dir poco drammatici, ad altri assolutamente ironici, ma anche ricordando che in fondo l’universo Marvel porta in scena storie fantastiche, e che certi difetti talvolta possono anche passare in secondo piano.

P.S. Non alzatevi dalla poltrona al termine, Ant-Man and the Wasp: Quantumania, infatti, presenta due scene post-credits.

Ant-Man and the Wasp: Quantumania
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Regista: Peyton Reed

Data di creazione: 2023-02-18 02:07

Valutazione dell'editor
3.5

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