Ant-Man and the Wasp è un film del 2018 diretto da Peyton Reed. Si tratta del terzo film del Marvel Cinematic Universe ad esordire nel corso dell’anno. La nostra recensione.

Incastrato dai servizi segreti per aver combattuto con gli Avengers durante la cosìddetta Civil War, il povero Scott Lang (Paul Rudd) è costretto a scontare qualche anno di carcere domiciliare. Nel frattempo Hank Pym (Michael Douglas) e sua figlia Hope (Evangeline Lilly) sono vicini a scoprire il modo di entrare nel Regno Quantico e salvare la dispersa da 30 anni Janet (Michelle Pfeiffer), rispettivamente moglie e madre dei due. Ovviamente Lang, Pym e sua figlia saranno costretti nuovamente a collaborare per riuscire a completare la missione e sconfiggere una nuova letale avversaria, Ghost (Hannah John-Kamen).

RECENSIONE

Assente “quasi” ingiustificato durante la battaglia per la Terra contro Thanos, avvenuta in Avengers: Infinity War, il più piccolo dei supereroi torna nuovamente sul grande schermo con un secondo capitolo molto atteso dai fan.

I Marvel Studios per bissare il successo inatteso del primo capitolo (Ant-Man), uscito lo ricordiamo nel 2015, non cambiano praticamente nulla – cast, sceneggiatura e regia inclusi – e fanno più che bene. Il regista Peyton Reed mette a segno un altro importante colpo per lo studios, realizzando un sequel degno di nota, con tanta azione, effetti visivi di estrema fattura, il tutto corredato dalla solita dose di ironia. Ant-Man and the Wasp è questo e molto altro. Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica, ma è chiaro che ci troviamo dinanzi ad un nuovo successo targato Marvel Studios.

La regia di Peyton Reed è pulita, lineare, e soprattutto priva di elementi che potrebbero portare alla noia. Ci si diverte e si ride di buon gusto grazie ad una sceneggiatura ritmata, che raggiunge il suo apice nello spettacolare finale, ricco non solo di effetti visivi, ma anche di alcune sequenze davvero emozionanti. Molti dei dialoghi sembrano adatti più per le famiglie, ma in definitiva, così come altri cinecomic Marvel, anche i fan più sfegatati possono ritenersi soddisfatti da questo punto di vista.

Come accaduto per il primo film, dove la scoperta dell’esistenza del Regno Quantico ha avuto il potere di aprire nuove infinite possibilità per il MCU, Ant-Man and the Wasp cerca di spingersi ben oltre la canonica narrativa apprezzata finora. Il Regno Quantico, qui mostrato in maniera meno approssimativa, lascia intendere che esiste un mondo ben più esteso del nostro, un mondo da esplorare – magari con un ipotetico Ant-Man 3 – pieno di insidie, possibilità e soprattutto di avventure da raccontare. La speranza è ovviamente che questo possa effettivamente accadere nel prossimo futuro.

Il cast di Ant-Man and the Wasp è quanto mai una delle armi migliori a disposizione di Peyton Reed. Paul Rudd mostra qualche muscolo in più rispetto al passato, ma soprattutto riesce benissimo a miscelare ironia e azione, portando sul grande schermo il più “umano” dei personaggi del MCU. Evangeline Lilly non è soltato la spalla di Rudd, lei è una vera co-protagonista; l’abbiamo apprezzata nella serie cult Lost, rivalutata con Ant-Man, ma è con questo film che di certo si riprenderà la ribalta delle luci in quel di Hollywood. Complimenti a lei. Siamo inoltre lieti di vedere che la produzione ha deciso di estendere in maniera esponenziale il ruolo di Michael Douglas, il suo Hank Pym è perfetto, così come la sua carismatica recitazione.

In definitiva possiamo asserire che i Marvel Studios hanno realizzato un altro ottimo film, e non ce ne vogliano gli haters del genere cinecomic, a nostro modesto avviso il Marvel Cinematic Universe è più vivo che mai.

Chiudiamo questa nostra recensione ricordandovi di non andar via dalla sala dopo la fine del film per la presenza di 2 scene post credits, la prima importante per capire la giusta collocazione temporale del film di Peyton nel MCU.

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