Alex Rider Recensione serie Amazon Prime Video
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Alex Rider: Recensione della nuova serie Amazon Prime Video


Alex Rider è la nuova serie spionistica di Amazon Prime Video basata sui romanzi di Anthony Horowitz. Questa è la recensione.

Alex Rider (Otto Farrant) è un liceale inglese orfano dei genitori che vive con Jack Starbright (Ronkẹ Adékoluẹjo) e lo zio Ian (Andrew Buchan). Quest’ultimo viene ucciso in un agguato ed il mondo attorno ad Alex cambia bruscamente e rapidamente. Il ragazzo viene così a sapere che lo zio non è un impiegato di banca, come voleva fargli credere, ma un agente segreto dell’MI6. Un po’ perché costretto dagli eventi, un po’ perché vuole vendicare l’assurda morte di Ian, la baby spia si ritrova a giocare una partita pericolosa contro spietati e pericolosi criminali.

La serie Alex Rider, dal classico sapore anglosassone, è composta da otto episodi, tutti scritti da Guy Burt. L’antefatto è similare a quello raccontato nel 2006 dal film Stormbreaker, ma poi gli eventi narrati si basano sul secondo racconto della collana, Point Blanc.

La regia degli episodi è affidata a Andreas Prochaska e Christopher Smith. I due filmmaker, anche se non particolarmente esperti riescono a creare un’avventura interessante e coinvolgente, e questo nonostante una certa indecisione palesata forse nella direzione del secondo.

Altro elemento che, a nostro giudizio, avrebbe potuto ottenere uno spazio maggiore è la formazione del protagonista da parte dello zio-spia. Presente nella trasposizione cinematografica, questi è stato totalmente ignorato nel prodotto Prime Video, per poi essere tirato dentro con le pinze in alcune citazioni dell’MI6 nel commentare le imprese di Alex. Troppo poco per creare la giusta empatia nei confronti del protagonista.

Sottolineati gli aspetti che non soddisfano pienamente, Alex Rider comunque resta un prodotto godibile dal punto di vista dell’intrattenimento, ben realizzata visitamente, con inseguimenti avvincenti ed un’ottima fotografia, il che non guasta.

Il cast è impreziosito da diversi nomi importanti tra cui Andrew Buchan, Stephen Dillane e Vicky McClure. Ma sono soprattutto i giovani protagonisti a dare una buona prova recitativa. Otto Farrant (nel ruolo del protagonista ovviamente), Brenock O’Connor e Marli Siu riescono a mostrare puro talento, nonostante qualche piccola incertezza.

Classificazione: 3 su 5.

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