La terza stagione completa di The Expanse è da poco disponibile su Amazon Prime Video. Questa è la nostra recensione.

Il colosso dell’ e-commerce ha salvato questa apprezzatissima serie di fantascienza dalla chiusura, riacquistandone i diritti ed iniziando già a produrre la quarta stagione, dopo che l’emittente originale SyFy aveva deciso di cancellarla lo scorso anno nonostante il grande successo di pubblico e critica.

E dobbiamo dire che, in un certo senso, il fatto che questa terza stagione sia stata girata prima del riacquisto da parte di Amazon e quindi prima che si potesse pensare ad un futuro per The Expanse, si nota moltissimo. L’impressione è infatti quella che questi ultimi tredici episodi siano stati realizzati con l’idea di chiudere una serie che invece, per la gioia degli appassionati, non si concluderà.

Intendiamoci, la serie tratta dai romanzi di James S.A. Corey rimane un capolavoro, uno dei migliori prodotti fantascientifici degli ultimi quindici anni, ma qualcosa questa volta ci ha fatto storcere il naso. I primi episodi sono molto belli e appassionanti. Il tema è sempre quello forte, fortissimo della politica e dei conflitti sociali, spostati dalla terra all’intero sistema solare. La trama è quella che prevede James Holden (Steven Strait) alle prese con un complotto internazionale atto a portare in guerra la Terra e i rivali di Marte e funziona alla grandissima.

Gli episodi scorrono velocissimi, pieni di ritmo, suspense e contenuti di una certa profondità. In questo senso è molto convincente la vicenda dei bambini volutamente contaminati dalla protomolecola, per essere utilizzati come spietati soldati invincibili.

Purtroppo con la risoluzione della grande cospirazione internazionale ad opera del segretatio Errinwright, interpretato da Shawn Doyle, la stagione perde ritmo in maniera repentina, eccessiva e quasi sconcertante. Si ha proprio l’impressione di due blocchi nettamente divisi, di due differenti stagioni chiamate “terza stagione”.

E così dall’episodio 7 in poi The Expanse perde molti dei suoi tratti peculiari fatti di politica, conflitti sociali e personaggi profondi per diventare qualcos’altro. Il cosiddetto “anello” la struttura aliena improvvisamente formatasi al centro del sistema solare monopolizza tutti i dialoghi e le scene, ma lo fa con un ritmo molto lento e monocorde.

Il comportamento e soprattutto il movente di alcuni personaggi della serie diventa, sinceramente, incomprensibile. Non si capisce se siano guidati dagli alieni, dalla protomolecola, da ambizioni personali, ma rimane il fatto che le loro azioni risultano incomprensibili agli occhi dello spettatore che poi, come se non bastasse, li vede improvvisamente sparire senza un perché.

Il finale di stagione, ahimè, risente profondamente di questo cambio di rotta della serie. Una sorta di “tutti felici e contenti”, di tarallucci e vino che ricorda sinistramente, E NON E’ UN COMPLIMENTO, l’ultima puntata della prima stagione di Star Trek: Discovery.

Sinceramente una mezza delusione dovuta, non ci sono dubbi a riguardo, anche alle difficoltà di una produzione che aveva deciso di cancellare questa bellissima serie. L’impressione è che le esigenze economiche e di calendario abbiano prodotto una terza stagione che, partita fortissimo, si è conclusa in maniera un po’ improvvisata e raffazzonata.

Ma la buona notizia è che, con l’acquisto da parte di Amazon Prime Video, The Expanse è viva e vegeta e la quarta stagione sta per uscire negli Stati Uniti. Non c’è motivo per cui una serie così bella, ricca di spunti ed idee originali, non possa trarre vantaggio della nuova colossale produzione e ripartire a tutta verso i confini del sistema solare.


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