Ieri sera abbiamo assistito all’anteprima stampa di La truffa dei Logan (Logan Lucky), l’ultimo lavoro del premio Oscar Steven Soderbergh. La pellicola racconta le vicende dei fratelli Logan e del loro tentativo di compiere la rapina del secolo. Questa la nostra recensione.

Anzitutto va detto che, nonostante il regista ed il cast possano far pensare diversamente, non ci troviamo di fronte ad un prodotto Hollywoodiano gestito dalla majors, ma siamo in presenza di un film indipendente, autoprodotto. Il merito della riuscita del progetto stesso va attribuita a Soderbergh che è stato in grado di mettere insieme attori del calibro di Channing Tatum, Adam Driver, Katie Holmes, Hilary Swank, convincendoli a rischiare in questo tipo di film. Tra l’altro, ha preso il miglior 007 degli ultimi anni e lo ha fatto calare in un ruolo comico da comprimario, riuscendo a trasformare il gelido e britannico Daniel Craig in un “bifolco” yankee che buca lo schermo. Con un cast fatto di attori famosi è stato facile, poi, riuscire a vendere i diritti ancor prima che l’ultimo ciak fosse girato.

Un ritmo serrato e scene divertenti rendono la visione piacevole. Lo spettatore si trova immerso in atmosfere e situazioni che, per alcuni aspetti, ricordano altri lavori del regista, come la trilogia di Ocean, c’è anche un certo richiamo alla serie di Hazzard con Riley Keough in succinta minigonna a ricordarci la Daisy Duke della nostra infanzia, capace di essere sexy e determinata, nonché appassionata di automobili con una certa “anima”.

Tutto ruota intorno alla rapina che Jimmy (Tatum) organizza con l’aiuto del fratello Clyde (Driver) ai danni del circuito che ospita la più importante corsa della NASCAR. Per poter riuscire nel piano si faranno aiutare dal genio delle casseforti Joe Bang (Craig) e dai suoi tonti fratelli.

La colonna sonora, studiata in ogni minimo dettaglio come negli altri film di Soderbergh, arricchisce una descrizione dei paesaggi e della gente del West Virginia portandoci all’origine del Rock sulle note di John Denver. Gli attori si sono preparati alla parte studiando i dialetti del luogo, chi potrà apprezzare la recitazione in lingua originale scoprirà un Adam Driver diverso da come abbiamo imparato a conoscerlo nella nuova trilogia di Star Wars.

Alcuni personaggi che poco aggiungono alla narrazione, hanno comunque il pregio di essere divertenti e ben studiati, come l’arrogante Max Chilblain, interpretato dal creatore di “Family Guy” Seth MacFarlane. Basta un attimo per iniziare ad odiarlo. Bene anche la Swank che recita il ruolo dell’agente Sarah Grayson.

Tutto funziona bene, l’umorismo che è di base al film è ben sostenuto dal ruolo bizzarro di Craig (le battute migliori sono le sue) e dal quasi mutismo di Driver (pessimista di famiglia).