A distanza di più di due anni dalla sua presentazione al Festival di Cannes 2014 e con un anno di ritardo rispetto alle uscite negli Stati Uniti, Francia e Regno Unito, arriva in Italia oggi nelle sale It Follows, l’horror firmato da David Robert Mitchell.

Questa la trama: Una ragazza, in seguito ad un rapporto sessuale con un coetano, è perseguitata da una presenza soprannaturale che prende la forma di persone che la seguono ovunque ma che solo lei può vedere.

Tutto il film ruota attorno ad un cast di adolescenti composto da Annie (Bailey Spry), Jay (Maika Monroe), Kelly (Lili Sepe), Paul (Keir Gilchrist) e Jeff (Jak Weary), e sembra infatti che gli adolescenti siano il target a cui miravano i produttori quando hanno deciso di fare il film. I clichè del genere ci sono tutti, ma stentano a funzionare.

Il mistero di cosa effettivamente sia questa presenza, cosa voglia e perché si trasmetta da persona a persona attraverso il sesso, non ci viene mai spiegato. Forse gli autori speravano che il “dire e mostrare meno” funzionasse alla pari di film come Duel (Steven Spielberg, 1971) o Alien (Ridley Scott, 1979), ma It Follows, a differenza dei capolavori appena citati, non trova il supporto dei giusti dialoghi, del ritmo narrativo né tanto meno delle musiche o delle performance degli attori.

I dialoghi sono superficiali e stereotipati, il ritmo è troppo lento per coinvolgere uno spettatore medio nella storia, la musica è una presenza costante ma mai protagonista, c’è un eccesso di note gravi che dovrebbero creare una suspense inconscia ma che non ottengono l’effetto desiderato e momenti di paura praticamente non ce ne sono. Un adulto come me (classe 1975) cerca di immedesimarsi negli adolescenti di oggi e cerca di capire i loro gusti ma in It Follows manca praticamente tutto ciò che possa soddisfare il pubblico più giovane: non ci sono le tipiche nudità gratuite salvo qualche accenno da lontano, non ci sono scene d’azione, né belle macchine o classiche feste in piscina all’americana e neppure momenti di violenza che diano un po’ di rosso ad un film altrimenti privo di colori o qualche tipo di comicità, sia essa nera o demenziale. Ma forse tutto questo appartiene ad un’altra generazione. O forse il film vuole essere un riflesso dei nuovi adolescenti privi di valori.

Forse è arrivato il momento di introdurre un nuovo tipo di censura ed inventare una nuova categoria, perché It Follows rientra di diritto nella categoria Vietato ai Maggiori di 18 anni.