Era il 1967 quando uscì per la prima volta “Il Libro della Giungla” e dopo 50 anni presenta alle nuove generazioni il riadattamento in live action dell’amato cartone animato ispirato ai racconti della scrittore inglese Rudyard Kipling, il regista americano Jon Favreau ci farà rivivere in 3D le peripezie del cucciolo d’uomo Mowgli cresciuto nella giungla.

Sono ormai decenni che la Disney tenta di incuriosire il giovane pubblico con la trasposizione dei grandi classici tramite il live action, lo aveva fatto nel 2000 con La carica dei 101 con Glenn Close nei panni di Crudelia DeMon, successivamente con Nicholas Cage nel pessimo “L’apprendista stregone“, il particolarissimo “Alice in wonderland di Tim Burton fino ai due Biancaneve con Charlize Theron e Julia Roberts, Maleficent con Angelina Jolie e l’assai classico Cenerentola di Kenneth Branagh.

Il libro della giunglaJon Favreau rimane fedele al classico d’animazione disneyano realizzando a sua volta un’opera originale, ben diversa dalle diverse trasposizioni che si sono susseguite nel corso degli anni, merito anche dalla tecnica del CGI con cui sono stati realizzati tecnologicamente gli abitanti della giungla. Fa debuttare sul grande schermo il giovane Neel Sethi nei panni del picccolo Mowgli, un cucciolo d’uomo cresciuto dai lupi nella giungla che, costretto dalle minacce della agguerrita tigre Shere Khan decide di lasciare il branco per congiungersi con il suo popolo d’appartenenza, gli uomini. Sarà compito della saggia pantera Bagheera scortarlo fino al villaggio dell’uomo, ma durante il loro cammino nei meandri della giungla qualcosa va storto, Mowgli si ritrova solo, un appatibile preda per un seducente e ipnotico pitone Kaa, ed un utile mezzo per il Re delle Scimmie (King Louie) per ottenere il fiore rosso, un tesoro inestimabile per diventare invincibile. Durante il suo viaggio, grazie anche all’orso Baloo, metterà a frutto ciò che lo contraddistingue dalla sua famiglia adottiva.

Il libro della giungla recensioneL’attenzione minuziosa nella realizzazione digitale degli animali che animano la giungla e l’utilizzo intelligente (e talvolta narrativo) del 3D regalano nuova vita all’immortale viaggio del piccolo eroe vissuto nella giungla, strizzando l’occhio anche con alcune scene presenti anche nel cartone animato come il percorso del fiume sulla pancia di Baloo e lo scontro tra il fuoco con la temibile tigre e il riecheggiamento -mai invasivo- dei temi scritti da George Bruns e Terry Gilkyson (Lo stretto indispensabile).

Noi di Universal Movies abbiamo assistito alla versione doppiata del lungometraggio e siamo rimasti pienamente soddisfatti delle voci scelte, dal caldo e profondo timbro di Toni Servillo nei panni della pantera mentore Bagheera all’ironico orso Baloo che si anima con la voce di Neri Marcorè, una piacevole conferma nel doppiaggio del mondo Disney é il presentatore televisivo Giancarlo Magalli nei panni del King Louie. Violante Placido tenta, barcamenandosi tra le battute, di regalare un tono iper materno alla lupa Rashka mentre Giovanna Mezzogiorno ci ipnotizza  con la sua voce seducente nei panni del serpente Kaa, intimorendoci come riusciva la versione animata.

Il nostro parere: 8+

Una piacevole trasposizione che non fa del tutto rimpiangere il cartone animato originale, anzi, gli rende omaggio dandogli una nuova veste. Lo consigliamo a chi un tempo era un bambino che canticchiava “Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar…” di recarsi al cinema e di rivivere con occhi nuovi le avventure del piccolo cucciolo d’uomo.

“Il libro della giungla” di Jon Favreau uscirà nelle nostre sale il 14 aprile, distribuito da The Walt Disney Company Italia.