Come anticipato nel relativo articolo riguardante le nomination agli Oscar 2019, ecco una disamina sulle candidature che vedono svettare Roma e La Favorita con 10 nomination a testa.

Com’era prevedibile visti i premi che ha riscosso finora, Roma di Alfonso Cuaron ha conquistato i membri dell’Academy che lo hanno candidato, tra le altre categorie, come miglior film, miglior film straniero e miglior regia.

Ottimo riscontro anche per La Favorita di Yorgos Lanthimos: da notare la doppia candidatura per le due attrici non protagoniste (Emma Stone e Rachel Weisz) e quella a Olivia Colman come attrice protagonista.

La categoria di miglior film è alquanto agguerrita perché vede la presenza di film che, nei premi dei sindacati e a livello internazionale, stanno riscuotendo ampi consensi: film come i due sopracitati, Green Book, Vice – L’uomo nell’ombra e l’outsider A Star is Born (8 nomination) si contenderanno fino all’ultimo l’ambita statuetta.

Poche speranze, anche se fa piacere vederli come sfidanti, per Black Panther (7 nomination)e Bohemian Rhapsody (5 nomination) i quali non hanno consentito ai loro registi (Ryan Coogler e Bryan Singer) di essere candidati: questo può essere sintomo di scarso appeal presso i giurati.

Quello che si evince da queste nomination è il potere esercitato dal cinema europeo e internazionale su quello americano, come se l’Academy volesse aprire i propri confini invece di chiuderli. L’aspetto politico degli Oscar, dunque, si fa sempre più forte e determinante.

Roma (Messico), La Favorita (con la regia del greco Lanthimos) e il polacco Cold War manifestano, infatti, la volontà dell’Academy di dare peso, con forza sempre maggiore, ai festival cinematografici europei visto e considerato che tutti e tre i film hanno portato a casa prestigiosi premi a Venezia e a Cannes, col predominio della prima sulla seconda.

Non potevano mancare le delusioni concenti, come l’assenza di Julia Roberts per la sua interpretazione in Ben is Back (che molti davano per scontata) o di quella di Bradley Cooper per la regia. E persino Emily Blunt non è stata presa in considerazione, né per l’horror A Quiet Place né tantomeno per la riuscita Mary Poppins di Il ritorno di Mary Poppins.

Farà sicuramente discutere il numero piuttosto esiguo di donne candidate: zero per quanto la regia, due per la sceneggiatura e tre come miglior film in qualità di produttrici. Su questo aspetto, l’Academy deve ancora lavorare molto.


La cerimonia di premiazione dei 91°Academy Awards si terrà domenica 24 febbraio presso il Dolby Theatre.

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