Lion è il nuovo cortometraggio horror diretto da Davide Melini. Il cast è composto da Michael Segal, Pedro Sànchez e Tania Mercader. Di seguito potete leggere la recensione del film.

In una casa sperduta nei boschi coperti di neve, il piccolo Lion subisce la violenza dell’alcolizzato padre sotto gli occhi passivi della madre. Una notte, però, qualcosa di misterioso e diabolico sta per accadere e le urla romperanno il silenzio di quei boschi.

I cliché di certo cinema horror (la casa sperduta, l’entità malefica, la famiglia come covo di malvagità) sono aggirati dal bravo regista Melini che orchestra in pochi minuti una tensione crescente fino alla fine, pur con qualche scelta di regia che vira verso l’estetizzante.

Questo, però, non è il solito horror: dietro la patina del genere, con tutti gli stilemi a esso concernenti, affiora la questione delicata della violenza sui bambini all’interno delle mura domestiche e che qui assume i connotati di una metafora animalesca che trasforma il film in un dramma intimo.

Il bambino e il leone diventano emblema della stessa forza che deve reagire alla violenza di un padre che padre non è e della passività di una madre che sembra non vedere ciò che accade. E la forza del film è tutta qui, compiendosi in un finale che sta allo spettatore interpretare secondo la propria visione delle cose: si tratta di una vera forza sovrannaturale o la spiegazione è molto più legata alla realtà?

Il volto in primo piano del piccolo protagonista, alternato al primo piano del leone, sembra comunque fornire la risposta più adeguata.

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