Abbiamo visto Bisogni Primordiali, il secondo episodio della seconda stagione di The Orville, la serie sci-fi creata da Seth MacFarlane. Ecco il nostro commento.

In questo episodio MacFarlane tocca tematiche non certo leggere con il solito sarcasmo, una buona dose di ironia, ed anche un po’ di sano cinismo. Qui la USS Orville è impegnata in una pericolosa azione di salvataggio, dove “Le esigenze di molti contano più delle esigenze di pochi” (cit. Spock), con i protagonisti intenti a mettere necessariamente da parte la classica logica.

Il personaggio di Bortus è il veicolo che viene utilizzato per rappresentare le grandi contraddizioni che minano l’animo umano, che spesso portano a gravi ed insani comportamenti.

L’episodio si concentra essenzialmente su due trame:

  • una gigante rossa che sta per inghiottire un pianeta,
  • la dipendenza di Bortus dal sesso virtuale.

Come è solito fare, MacFarlane rimanda a situazioni già vissute in altre serie Trek. Alcuni siparietti con protagonista il personaggio di Isaac riportano alla mente i famosi battibecchi tra il Dr. McCoy ed il Sig. Spock. Inoltre è facile trovare un parallelismo tra l’ufficiale proveniente dal pianeta Moclus e Reg, personaggio ricorrente apparso diverse volte in The Next Generation, Voyager e in Star Trek: Primo Contatto, affetto da diverse problematiche, e da una forte dipendenza dal ponte ologrammi.

In Bisogni Primordiali si percepiscono diverse incongruenze narrative che stridono non poco con Ja'loja. Il motivo è comunque presto spiegato: l’episodio in oggetto è in realtà cronologicamente il 12° della prima stagione, ma per una scelta produttiva la sua messa in onda è stata posticipata.

In conclusione Bisogni primordiali è un buon episodio, ma non certo uno dei migliori dalla prima stagione ad oggi. A nostro avviso, le tematiche toccate nel classico modo di MacFarlane lasciano, volutamente, un senso di vuoto, ed in alcuni casi di disgusto.