Se la settimana scorsa avevamo avuto pochi film per il weekend, questa settimana abbiamo recuperato con gli interessi visto il numero cospicuo di film in uscita.

Cominciamo col parlare dei blockbuster, più precisamente d’animazione, con Kung Fu Panda 3, il terzo capitolo della saga col panda più improbabile di sempre, questa volta ricongiuntosi col padre e alle prese con un nuovo nemico da combattere. Visti gli incassi stratosferici dei precedenti capitoli, anche stavolta il gioiello d’animazione DreamWorks farà sfracelli al box office, in quanto in grado di coinvolgere gli spettatori più piccoli e quelli più adulti; visto che poi uno dei due registi del film è il nostro Alessandro Carloni, l’attenzione dovrebbe essere ancora maggiore.

L’altro film di genere è Frankenstein, aggiornamento in chiave contemporanea del classico dell’horror di Mary Shelley, diretto da Bernard Rose, ambientato nella Los Angeles dei giorni nostri; basta questo per rendere digeribile al pubblico giovane un romanzo vittoriano? Visti gli esigui incassi ottenuti in patria pare proprio di no. Ma il pubblico italiano riserva sempre qualche sorpresa.

Agli Oscar appena passati, il film Brooklyn di John Crowley è stato un po’ una sorpresa, nonostante non abbia vinto niente; eppure, l’interpretazione di Saoirse Ronan e la sceneggiatura di Nick Hornby, entrambi nominati, sono state le chiavi per accedere ai cuori di critica e pubblico oltreoceano; vedremo se il pubblico italiano sarà incuriosito dalla storia di una ragazza che, negli anni Cinquanta, dall’Irlanda viene spedita a New York dove si rifà una vita e dove incontra un ragazzo, ma quando riceve la notizia di una tragedia avvenuta nel paese natio, dovrà ritornare alle proprie origini.

Direttamente dal festival di Venezia, dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura e quello per il miglior attore, arriva La corte (in originale, L’hermine), diretto da Christian Vincent e interpretato da un fenomenale Fabrice Luchini nei panni di un inflessibile e temuto giudice di corte d’assise. L’incontro con Birgit, la donna che anni prima aveva amato e ora giudice popolare di un caso che vede un uomo accusato di omicidio, lo metterà in discussione.

Continuando sul genere più impegnato, segnaliamo Truth – Il prezzo della verità, esordio di James Vanderbilt che si avvale di un cast di prim’ordine, tra cui Robert Redford e Cate Blanchett; il film si propone di porre l’attenzione sulle magagne degli Stati Uniti e dei suoi lati oscuri, in particolare sulle vicende riguardanti il periodo tra il 1968 e il 1974 in cui il futuro presidente George W. Bush prestava il servizio come pilota. Nel 2004, la trasmissione 60 Minutes svela, tramite un reportage, il dovere trascurato da parte di Bush, ma ora la produttrice della CBS News e il conduttore del programma devono far fronte a un problema ben più grosso.

E l’Italia? Sempre la solita domanda, a cui rispondiamo con la (quasi sempre) solita risposta: il trio comico Pino e gli Anticorpi, dopo aver calcato il palcoscenico di Colorado, arriva al cinema con Bianco di Babbudoiu, diretto da Igor Biddau, in cui i tre personaggi, fratelli eredi di una tenuta vinicola, devono trovare 300.000 euro in quindici giorni per evitare il fallimento. Una trovata non nuova (ricordate The Blues Brothers?) che serve più che altro a inanellare una sequela di gag che in tv possono far ridere (forse), ma al cinema proprio no, anche per la mancanza dei cosiddetti “tempi cinematografici”, oltre che alla mancanza totale di regia. Zalone non docet.