[Recensione] Underworld: Blood Wars, il fantasy/horror diretto da Anna Foerster
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[Recensione] Underworld: Blood Wars, il fantasy/horror diretto da Anna Foerster


Da ieri, 6 aprile, viene distribuito nelle sale italiane Underworld: Blood Wars, il 5° capitolo della saga fantasy/horror diretto dalla regista di origini tedesche Anna Foerster, con protagonista la splendida Kate Beckinsale, ancora nei panni di Selene, India Eisley, Theo James, Charles Dance, Stephen Rea e Michael Ealy.

Correva l’anno 2003 quando sul grande schermo uscì un film intitolato Underworld in cui fece per la prima volta la sua comparsa Selene, una tra le più agguerrite e determinate rappresentanti del “Girl Power” che il mondo cinematografica abbia mai espresso.

In Underworld venivano miscelati sapientemente tre ingredienti principali: l’horror, il fantasy e la fantascienza ma in maniera estremamente originale e come sino ad allora forse non era mai stato fatto, se non parzialmente nella trilogia di Blade (cinecomics made in Marvel). Un film che, utilizzando un gergo essenzialmente musicale, potremmo definire dal sapore “Industrial Death”, sia per le ambientazioni dalla chiara ispirazione Gotica/Ossianica proiettate in un ambito iper tecnologico  e sia per i ritmi ossessivi delle scene più crude e violente, spesso accompagnate da sonorità metalliche e distorte.

Una terribile guerra tra due razze da sempre nemiche: i più istintivi ed animaleschi Lycan  contro i più nobili vampiri, ma la nascita di un puro ibrido, incrocio tra un licantropo ed un vampiro, potrebbe porre fine a questa sanguinosa lotta tra eterni rivali.

Da Underworld, il film diretto da Len Wiseman, sono scaturiti un prequel: Underworld – La ribellione dei Lycans, uscito nel 2009 e diretto da Patrick Tatopoulos e tre sequel:

  • Underworld: Evolution (2006) con la regia di LenWiseman
  • Underworld – Il risveglio (2012) diretto dalla coppia MånsMårlind e Björn Stein
  • Underworld: Blood Wars, ultimo capitolo ed oggetto della nostra recensione.

Con il tempo questo spirito “Gothic Metal”, che aleggiava prepotentemente nell’ambito della prima pellicola, pian piano si è affievolito, la saga ha spesso stentato a mantenere la tensione iniziale, arrancando stancamente, del resto la scelta di serializzare a così lungo termine questa demoniaca epopea è a mio parere una scelta alquanto discutibile, sono esattamente passati 14 anni dal primo e 5 anni dal penultimo capitolo in cui vediamo la giovane vampira Selene combattere aspramente.

Mettendo da parte questa piccola prima disamina e logica considerazione, Underworld: Blood Wars, preso singolarmente e decontestualizzandolo dalla saga di cui fa parte non è affatto male, Il film si libera di inutili e forse anacronistici barocchismi, virando verso un atmosfera diversa, meno lugubre e più soffusa, la colonna sonora, caratterizzata da ritmiche elettroniche ed atmosfere più ambient ne è la chiara testimonianza, il tutto seguito da una regia attenta e più riflessiva che lascia il giusto spazio, senza strafare, alle scene cruente e d’azione. La cosa che più colpisce in questo film è l’energia che l’affascinante 44enne Kate Beckinsale riesce ad esprimere, come se il tempo per lei si fosse fermato al 2003, anno in cui per la prima volta vestì i panni dell’indomita Selene.

Blood Wars è una pellicola in cui, rispetto ai precedenti capitoli, vengono meglio contestualizzati e caratterizzati i personaggi, scavando più profondamente nel loro animo, soprattutto in quello di Selene che, spesso avvolta da una profonda malinconia,  a causa delle sue paure e dalle sue insicurezze è adesso più consapevole dei suoi limiti.

Un giusto cambiamento per una saga che, come ho detto prima, è oramai stanca, sperando che il pubblico anche se affezionato al vecchio cliché possa apprezzare questo coraggioso e rischioso cambio di direzione.

Voto finale: 6

 

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