Torna nuovamente sulle nostre pagine la rubrica La Bottega del Cineasta con un nuovo speciale, stavolta dedicato a Sully, il film diretto da Clint Eastwood ed interpretato da Tom Hanks e Aaron Eckhart. Vi ricordiamo che potrete trovare la nostra recensione in anteprima cliccando qui.

Presentato in anteprima nazionale al recente Torino Film Festival, il dramma biografico Sully segna il ritorno alla regia del premio Oscar Clint Eastwood, due anni dopo il successo clamoroso ottenuto con American Sniper.

La storia di Sully è legata ad una porzione di vita del pilota di aerei di linea Chesley Sullenberger, in particolare ai quei 200 secondi che hanno diviso lui, il suo co-pilota, le assistenti di volo ed i 155 passeggeri del suo volo aereo dalla morte. Siamo nel 2009, a pochi anni dal terribile attacco terroristico che ha sconvolto il mondo intero, ma nel particolare il quotidiano di New York, ed un aereo di linea ammara nel fiume Hudson, nessuna vittima e tantissima paura. Il resto è storia con le indagini interne che per mesi hanno cercato di trasformare un eroe americano in un capro espiatorio, ma che alla fine sono crollate di fronte all’evidenza.

Lo stile compassato e viscerale di Clint Eastwood è immutato, il regista di capolavori della cinematografia mondiale come Million Dollar Baby e Mystic River regala al pubblico un’ora e mezza di tensione, drammaticità ed emozioni, ed anche se non stiamo parlando di un film capace di dominare durante la notte degli Oscar, il risultato finale è ciò che ci si aspetta quando si stacca un biglietto per un suo film, ovvero un film stilisticamente ineccepibile.

L’utilizzo continuo di flashback rischia di portare confusione nello spettatore meno attento, ma per fortuna la sceneggiatura è fluida ed il ritmo pertanto non ne risente, merito anche dell’ottimo cast, Tom Hanks in particolare, capace in più occasioni di sopperire alle piccole mancanze narrative.

Per il buon Tom Hanks finalmente un’interpretazione di spessore, il suo “flaccido” ritorno nel ruolo di Robert Langdon in Inferno di certo non ha giovato alla immensa carriera. Ci si aspettava da lui una grande prova, in special modo dopo la mancata candidatura all’Oscar lo scorso anno per Il Ponte delle Spie, cosa che puntualmente è avvenuta. Ottimo l’apporto artistico di Aaron Eckhart, un attore che si conferma il co-protagonista per tutte le evenienze, ovviamente viene da chiedersi quando inizierà ad avere la giusta attenzione dalla Hollywood che conta.

L’impressione generale è che Sully non verrà snobbato dagli Academy, anche se non concorrerà per vincere molti premi, personalmente puntiamo sulla candidatura di Tom Hanks, sulla colonna sonora e magari su qualche altra categoria tecnica, qualche dubbio invece sulla candidatura di Clint Eastwood.

Il Nostro Verdetto 7+