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Recensione Ex Libris – The New York Public Library, di Frederick Wiseman


Questa è la recensione di Ex Libris – The New York Public Library (2017), di Frederick Wisemanm presentato in concorso alla 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il documentarista Wiseman (classe 1930) si addentra nella New York Public Library e nelle sue novantadue sedi sparse per la città al fine di mostrare come funziona una biblioteca e il ruolo svolto dalle persone che vi lavorano e che la frequentano.

Relegando sullo sfondo i libri per focalizzarsi – come sempre nel suo cinema – sulle persone, Wiseman realizza un affresco sincero e appassionato (e appassionante) per la sua umanità intrinseca che ribadisce la funzione essenziale per l’essere umano della cultura e della conoscenza.

Perché, come viene anche ribadito da un’architetto in un momento del film (che dura 197 minuti), “la biblioteca non è un deposito di libri, ma un luogo di diffusione della conoscenza“, ed è questo che interessa al regista il quale mostra tutti gli aspetti della biblioteca senza essere pedante o inutilmente pedagogico.

Ci sono le chiamate dei cittadini ai centralinisti per avere informazioni sui libri, le riunioni del consiglio di amministrazione che s’interroga su come ottenere fondi privati, le conferenze tenute da studiosi e ricercatori, i convegni con personalità celebri (vediamo estratti di interventi di Elvis Costello e Patti Smith), il lavoro che sta dietro alla realizzazione di un audiolibro: tutto concorre alla realizzazione di un complesso stratificato quale è la Public Library di New York, luogo di transito e luogo di appartenenza dei cittadini.

Proprio per questo motivo, Wiseman inserisce la biblioteca nel tessuto cittadino, mostrandone il contesto non solo culturale ma anche prettamente geografico: la biblioteca come una città nella città popolata da intellettuali, studiosi e semplici utenti che vi si recano per potersi connettersi a internet (a un certo punto viene detto che un’alta percentuale di newyorkesi non ha la possibilità di collegarsi al web).

Ex Libris dimostra dunque, ancora una volta, come il cinema umanista di Wiseman creda nell’essere umano, nella sua volontà di saper andare al di là del concetto di documentario in senso stretto per arrivare a parlare del mondo contemporaneo attraverso il passato storico: ne sono esempi l’incontro tenuto da una giovane studiosa sulla schiavitù e sui conflitti di classe di stampo marxista o lo studio compiuto da un ricercatore sugli ebrei di New York negli anni ’20.

La macchina da presa di Wiseman si muove con estrema libertà, indugiando nei momenti d’incontro, ma il discorso non si fa mai prolisso riuscendo a ogni cambio di scena a far porre allo spettatore una domanda che per un documentario è di vitale importanza: cosa mostrerà adesso? Ecco perché 197 minuti scivolano via senza intoppi, tanto c’è da raccontare e mostrare e, alla fine, si vorrebbe saperne ancora di più.

Ex Libris – The New York Public Library è un capolavoro e una delle vette massime ottenute dal regista di Boston che dall’alto dei suoi 87 anni (età che aveva durante la realizzazione del film) guarda l’uomo con occhio partecipe ma mai invasivo, illuminato ma non estetizzante. Un film sobrio e semplice e che per questo arriva diritto al cuore.


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