Prendi una cena a casa tra amici. Aggiungi una cometa che transita a distanza molto ravvicinata dalla Terra e provoca la collisione di universi paralleli. Il risultato è Coherence, un thriller fantascientifico che flirta con le atmosfere horror, tenendo lo spettatore col fiato sospeso nella trepidante attesa del colpo di scena. Questa è la nostra recensione.

Iniziata con i convenevoli di rito, la cena tra gli otto amici con poche possibilità, o forse poca voglia, di vedersi, cambia presto atmosfera:una serie di strani eventi porta alla sconvolgente scoperta di una casa poco distante in cui si sta svolgendo la stessa cena con le stesse persone. Un libro del fratello di uno degli amici rivela che il tutto può essere compreso tramite la decoerenza quantistica, fenomeno che spiegherebbe l’esistenza di mondi paralleli.

Il pathos si fa ancora più travolgente quando gli otto protagonisti scoprono che i mondi paralleli, quella notte, sono infiniti. Ogni persona che esce dalla casa per poi farci ritorno, anche solo cinque minuti dopo, può in realtà provenire da un altro universo, con l’ovvia generazione di un clima di inquietudine. Non ci si può fidare di nessuno, tanto meno si può garantire che i vari ‘io’ abbiano la stessa etica.

Coherence è un film low cost del 2013 diretto da James Ward Byrkit. Il regista americano, attraverso uno stile caratterizzato dal taglio di scena con riattacco nella medesima situazione, rivaluta una tecnica utilizzata (malissimo) nelle soap opera di bassa caratura donandole una nuova linfa in un prodotto degno di nota.

Il collegamento con Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese potrà anche apparire banale, ma trascende la semplice analogia della cena tra vecchi conoscenti, raggiungendo il significato reale del film: dietro la facciata della perfezione, l’effettività fatta di debolezze. Nel cast spicca Em, interpretata dalla bellissima Emily Baldoni, figura che ci guiderà a porci l’interrogativo chiave della pellicola:è disposto l’essere umano ad affrontare la verità o preferisce fuggire in una realtà sorretta da un’armonia artefatta?