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Cannes 2021: Ascent Film sarà presente con due film

Ascent Film, parte di Groenlandia Group, sarà presente al Festival di Cannes 2021, al fianco di una compagine di società di produzione europee ed internazionali, con due titoli: France di Bruno Dumont in concorso nella selezione ufficiale e Onoda – 10 000 Notti nella giungla, secondo lungometraggio del regista francese Arthur Harari che aprirà Un Certain Regard.

Da sempre Ascent Film e Groenlandia raccontano storie che per tematica e linguaggio escono dai confini nazionali, storie che, come in questo caso, hanno portato a nuove collaborazioni. Aprirsi e diversificare sui grandi progetti europei, investendo sia su importanti registi come Dumont che su giovani autori come Harari, è da sempre la nostra ambizione, dichiarano Andrea Paris e Matteo Rovere.

FRANCE diretto da Bruno Dumont. Una produzione Francia – Germania – Italia – Belgio 2021Con Léa Seydoux. Una coproduzione 3B Productions (Francia), Red Balloon Film (Germania), Tea Time Film & Ascent Film con Rai Cinema (Italia), Scope Pictures (Belgio), in coproduzione con Arte France Cinéma Bayerischer Rundfunk, con il contributo di MIC. Tra i protagonisti del film l’attrice Léa Seydoux nei panni di una giornalista, star della televisione, impegnata tra set televisivi e una frenetica vita familiare.

ONODA- 10.000 NOTTI NELLA GIUNGLA Diretto da Arthur HarariFrancia – Germania – Belgio – Italia – Giappone 2021. Una produzione Bathysphere, To Be Continued Production (Francia), una coproduzione Ascent Film con Rai Cinema (Italia), Chipangu (Giappone), Frakas Productions (Belgio), Pandora Filmproduktion (Germania), Anti-Archive (Cambogia) in coproduzione con Arte France Cinéma e Proximus con il contributo del MIC e con il sostegno di Eurimages. È la fine del 1944 e il Giappone sta perdendo la guerra. Per ordine del misterioso Maggiore Taniguchi, il giovane Hiroo Onoda viene mandato su un’isola delle Filippine proprio prima dello sbarco degli Americani. Per l’impero, la guerra sta finendo. Per Onoda, finirà 10.000 notti dopo.


Recensione di Il Cattivo Poeta: opera prima di Gianluca Jodice su D’Annunzio

Arriva oggi in sala Il Cattivo Poeta, opera prima di Gianluca Jodice, con Sergio Castellitto nei panni del sommo poeta Gabriele D’Annunzio, un ritratto di una delle figure chiave della storia moderna nei suoi ultimi anni di vita.

Il film è prodotto da Matteo Rovere e Andrea Paris, una coproduzione italo francese Ascent Film Bathysphere con Rai Cinema, distribuito da 01 Distribution.

Nel cast de Il Cattivo Poeta sono presenti Francesco Patenè nei panni del giovane federale Giovanni Comini, Fausto Russo Alesi è Achille Starace, Massimiliano Rossi è il Commissario Rizzo, Clotide Courau è Amélie Mazoyer, donna di compagnia del poeta insieme a Lidiya Liberman e Janina Rudenska rispettivamente Luisa Baccara ed Emy. Fanno patte del cast anche Tommaso Ragno e Lino Musella.

TRAMA
1936. Giovanni Comini è stato appena promosso federale, il più giovane che l’Italia possa vantare. Ha voluto così il suo mentore, Achille Starace, segretario del Partito Fascista e numero due del regime. Comini viene subito convocato a Roma per una missione delicata: dovrà sorvegliare Gabriele d’Annunzio e metterlo nella condizione di non nuocere. Già, perché il Vate, il poeta nazionale, negli ultimi tempi appare contrariato, e Mussolini teme possa danneggiare la sua imminente alleanza con la Germania di Hitler. Ma al Vittoriale, il disegno politico di cui Comini è solo un piccolo esecutore inizierà a perdere i suoi solidi contorni e il giovane federale, diviso tra la fedeltà al Partito e la fascinazione per il poeta, finirà per mettere in serio pericolo la sua lanciata carriera.

Fausto Russo Alesi e Francesco Patanè ne “Il cattivo poeta”, foto di Paolo Ciriello

Il Cattivo Poeta: la nostra recensione

Gianluca Jodice si addentra per la sua prima regia in un lavoro ambizioso, tratteggiando il ritratto degli ultimi anni di vita di Gabriele D’Annunzio, un “cattivo poeta” sul viale del tramonto definito da alcuni anti italiano perché osò mettere in dubbio l’egemonia fascista nel biennio 1936-38, anni in cui Mussolini si allea con Hitler, e il il regime diventa ancora più aspro e duro verso gli oppositori o chiunque sia in odor di opposizione. Il lavoro dello sceneggiatore-regista Jodice verte su un’attenta documentazione basata sullo scambio epistolare tra Achille Starace, segretario del Partito Fascista Italiano, che nel 1936 affida a Giovanni Comini, giovanissimo neo federale di Brescia, il compito di sorvegliare il Vate D’Annunzio presso il suo domicilio al Vittoriale a Gardone di Riviera.

A vestire i panni dell’immenso poeta c’è un Sergio Castellitto in splendida forma che nella sua interpretazione mostra la nudità dell’artista colma però di sapienza e pericolosità intellettuale che si contrasta alla giovinezza (e insicurezza) del giovane Comini interpretato da Francesco Patanè, al suo debutto sul grande schermo dopo anni di teatro.

Alla corte di D’Annunzio ci sono donne che lo accudiscono fedelmente come Amélie Mazoyer (Clotide Courau) e Luisa Baccara (Lidiya Liberman) ma anche, che assecondano ogni suo desiderio così da riconoscere le sue debolezze e sapere come “colpirlo”.

Un tono malinconico inquadra Il cattivo poeta magistralmente fotografato da Daniele Ciprì che ne tratteggia la freddezza e la diffidenza della corte che ruota attorno al poeta. I picchi ritmici seguono l’altalenarsi di un D’Annunzio illuminante preveggente ed esaltato cocainomane ossessionato dalla presenza di topi immaginari, chiuso in un Vittoriale gremito di spie e lacchè. “Agli italiani piacciono solo le cattive rappresentazioni” – così si esprime Castellitto-D’Annunzio, ma quello che a cui noi assistiamo è una rappresentazione realmente accaduta perchè tutto quello che pronuncia l’attore è stato estrapolato da dichiarazioni fatte dallo stesso D’Annunzio.

Quella a cui assiste lo spettatore, è una storia raccontata tramite le parole di Giovanni Comini (Francesco Patanè) che deve riportare al regime tutto ciò che accade al Vittoriale. La sua missione, apparentemente semplice (osservare, ascoltare e comunicare tutto a Roma) é fondamentale per tenere sotto controllo un alleato del regime che si sta trasformando in un nemico e, che ha la capacità di condurre masse di persone come un’antesignana rockstar. Un uomo capace di influenzare anche un giovane idealista che, al cospetto dell’anziano mentore, vede incrinarsi le sue convinzioni.

Il cattivo poeta ci racconta un uomo che ha deciso di trascorre i suoi ultimi anni di vita, in una villa sontuosa, tra ossessioni, perversioni, donne, cocaina, in cui la sua vena poetica sembra essersi appannata ma che, come una fiammella dormiente si riaccende con l’arrivo di Comini.

D’Annunzio è un personaggio che ha vissuto mille vite e mai nessuno ha osato raccontarlo al cinema, anche solo per questo Gianluca Jodice ha dimostrato coraggio.

Il cattivo poeta, scritto e diretto da Gianluca Jodice, con Sergio Castellitto e Francesco Patanè è disponibile da oggi, 20 maggio, nelle sale italiane distribuito da 01 Distribution.