far east film festival 2026

Far East Film Festival 2026 | premio alla carriera a Yakusho Koji

Il 25 aprile, in occasione del Far East Film Festival 2026, il grande Yakysho Koji sarà premiato con il Gelso d’Oro alla carriera.

Raccontare la grandezza di qualcuno o di qualcosa, per esempio di un campione o di un’impresa sportiva, non è mai facile: basta un attimo e si rischia di oltrepassare la linea, di compromettere un equilibrio. Tutto diventa “epica”, “sogno”, “mito”. Tutto diventa colore e calore. Del resto, raccontare la grandezza è come raccontare la normalità: serve un alfabeto specifico, misurato, capace di puntare all’essenza. Ma è davvero possibile essere misurati quando si maneggia un nome incredibile come quello di Yakusho Koji?

Il protagonista del magnifico Perfect Days di Wim Wenders, attore-simbolo del 2023 (incoronato a Cannes) e degli ultimi quarant’anni di cinema giapponese, riceverà, il 25 aprile, il Gelso d’Oro alla Carriera sul palco del Far East Film Festival n.28 di Udine!

 Un momento epocale che, in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma/The Japan Foundation e di ANA (All Nippon Airways), vedrà Yakusho anche protagonista di un imperdibile tributo: una monografia complessiva di 8 titoli presentati sia a Udine (7 film) che a Roma (5 film) per dipingere il ritratto del «Tom Hanks nipponico» (The Blood of WolvesThe Woodsman and the RainThe EelPerfect DaysTampopoUnder The Open Sky13 Assassins e Cure), prima al FEFF e poi  presso l’Istituto in  Roma per la dedica Yakusho Koji: Perfect Roles (il 28 aprile dialogo pubblico tra Yakusho e Giorgio Amitrano). 

Se raccontare il FEFF significa raccontare la grandezza del cinema pop asiatico senza paura dei superlativi e dei punti esclamativi, raccontare gli ospiti d’onore del FEFF significa raccontare la loro grandezza senza paura di sfoggiare parole come “gigante”, “icona”, “leggenda”. Ed ecco, appunto, l’arrivo di un gigante, di un’icona, di una leggenda gloriosamente in sella dal 1985 (ricordate Tampopo, felice precursore di tante mode culinarie odierne?). Nato nel 1956 a Nagasaki, nel 1978 entra nella scuola di recitazione di Nakadai Tatsuya e, cinque anni più tardi, diventa famoso interpretando il signore della guerra Oda Nobunaga in una serie drammatica della NHK. La grande svolta, tuttavia, avviene nel 1996 con la commedia di Suo Masayuki Shall We Dance?, grazie al ruolo principale (nel remake hollywoodiano, ricordiamo, il ruolo passerà a Richard Gere). Nel 1997 torna sotto i riflettori internazionali con L’anguilla (The Eel) di Imamura Shohei, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, ma l’impronta più duratura arriva subito dopo con il cult horror Cure di Kurosawa Kiyoshi. Se raccontare il FEFF significa raccontare la grandezza del cinema pop asiatico senza paura dei superlativi e dei punti esclamativi, raccontare gli ospiti d’onore del FEFF significa raccontare la loro grandezza senza paura di sfoggiare parole come “gigante”, “icona”, “leggenda”. Ed ecco, appunto, l’arrivo di un gigante, di un’icona, di una leggenda gloriosamente in sella dal 1985 (ricordate Tampopo, felice precursore di tante mode culinarie odierne?). Nato nel 1956 a Nagasaki, nel 1978 entra nella scuola di recitazione di Nakadai Tatsuya e, cinque anni più tardi, diventa famoso interpretando il signore della guerra Oda Nobunaga in una serie drammatica della NHK. La grande svolta, tuttavia, avviene nel 1996 con la commedia di Suo Masayuki Shall We Dance?, grazie al ruolo principale (nel remake hollywoodiano, ricordiamo, il ruolo passerà a Richard Gere). Nel 1997 torna sotto i riflettori internazionali con L’anguilla (The Eel) di Imamura Shohei, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, ma l’impronta più duratura arriva subito dopo con il cult horror Cure di Kurosawa Kiyoshi.


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