War Machine è un action movie di fantascienza, disponibile su Netflix già dal 6 marzo scorso. Questa la nostra recensione.
War Machine è stato diretto da Patrick Hughes e scritto a quattro mani dallo stesso regista insieme a James Beaufort. Nel cast spazio per Alan Ritchson, Dennis Quaid, Stephan James, Jai Courtney, Esai Morales, Blake Richardson, Keiynan Lonsdale e Daniel Webber.
La trama segue “Reacher“, un altezzoso ingegnere militare interpretato da Alan Ritchson, alla guida di un manipolo di uomini che, durante una esercitazione militare, si ritrovano a dover combattere contro una mortale e gigantesca minaccia proveniente da un altro mondo.
War Machine: un plot semplice che punta sul protagonista
Nel guardare questo action movie targato Netflix si ha la quasi immediata sensazione di trovarsi davanti a uno di quei film che punta tutto su un plot estremamente semplice e quasi scontato: soldati, addestramento estremo e qualcosa di sconosciuto che trasforma una missione in una lotta per la sopravvivenza. È proprio per questo che il film vive costantemente in equilibrio tra omaggio e imitazione. Di questo abbiamo un altro esempio in Osiris, il recentissimo action sci-fi su Prime Video.
Ciò che funziona in primis è la presenza di Alan Ritchson, qui nei panni del Ranger conosciuto semplicemente come “81”. È un personaggio costruito secondo modelli a dir poco classici: poche parole, sguardo duro, un passato che pesa sulle spalle: l’attore fortunatamente ha la fisicità e il carisma giusto per rendere il tutto abbastanza credibile.
Accanto a Ritchson merita menzione Dennis Quaid, che porta al film quella importanza da veterano che il ruolo richiede. Purtroppo il resto del cast non viene focalizzato in maniera sufficiente, ne consegue che molti di questi personaggi rimangono appena abbozzati. Il film prova comunque a costruire una dinamica di squadra — fratellanza militare, tensioni interne, sacrificio — ma spesso si limita a pochi dialoghi veloci prima di tornare all’azione.
Volendo trovare un problema riguardo questo aspetto, War Machine punta quasi tutto sul suo protagonista: quando è in scena la tensione funziona, quando l’attenzione si sposta su altri personaggi il ritmo cala in modo evidente. Inoltre diverse svolte narrative si intuiscono con largo anticipo. Alcuni momenti che dovrebbero essere scioccanti o drammatici arrivano senza il giusto peso emotivo, e senza una giusta preparazione e corretta costruzione.
Ambientazioni, effetti visivi e musiche
Molta attenzione è stata data all’ambientazione. I boschi, le zone rocciose e gli spazi isolati in cui si svolge l’addestramento militare, il fango e il buio, creano una sensazione di isolamento molto efficace. Il paesaggio non è solo uno sfondo, ma diventa parte del conflitto. Tutto contribuisce a dare l’idea che questi soldati siano completamente tagliati fuori dal mondo.
Qui il film mostra una certa cura visiva. Le scene d’azione sono spesso sporche, fisiche, poco “lucide”. Questo aiuta di molto l’atmosfera, che può riportare alla mente dello spettatore il tipo di tensione del cinema di genere anni ’80. Il paragone che più ci sembra calzante – anche se l’originale in termini di tensione e costruzione della paura è inarrivabile – è quello con il “Predator” di John McTiernan, dove l’ex maggiore dei berretti verdi Alan “Dutch” (Arnold Schwarzenegger) è il protagonista assoluto.
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La Colonna Sonora, composta da Dmitri Golovko, accompagna il film con sufficiente efficacia: bassi profondi, suoni elettronici e percussioni tese aumentano la sensazione di pericolo, ma raramente emerge come elemento distintivo.
Il verdetto finale
War Machine è un film d’azione fantascientifico con una buona atmosfera e un protagonista convincente. Allo stesso tempo, però, alla fine può lasciare una sensazione di vuoto, di qualcosa che non gira nel verso giusto, un ingranaggio nel motore a cui manca qualche dente. Sicuramente non ci troviamo di fronte a un disastro, ma neanche davanti a un capolavoro, è più che altro uno di quei film che sa intrattenere e che si guarda volentieri, ma che probabilmente non vale una seconda e più attenta visione.
War Machine Recensione: Alan Ritchson nello sci-fi Netflix

Regista: Patrick Hughes
Data di creazione: 2026-03-08 21:57
2.5
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