Alla View Conference di quest’anno, la numero 17, abbiamo avuto l’onore, e non uso questo termine a caso, per incontrare il grandissimo Rob Legato o Robert Legato che dir si voglia, vero mostro sacro nel mondo del cinema e degli effetti speciali.

Se il nome non vi dice molto, sicuramente ve lo dirà il suo curriculum. Un curriculum sterminato che parte dal 1986 e arriva ai giorni nostri, ricco di successi e di premi. Vincitore di 2 premi Oscar meritatissimi, nel 1998 per l’iconico Titanic e di nuovo nel 2012 per Hugo Cabret di Martin Scorsese. Candidato agli Oscar anche nel 1996 per gli effetti speciali di Apollo 13.

Rob Legato è anche stato aiuto-regista per numerosi film di Scorsese, tra cui The aviator, The departed e The wolf of Wall Street e il suo nome compare in almeno il 50% dei credits di tutti gli episodi delle varie serie televisive del mondo Star Trek.

Il grande supervisore ha focalizzato il suo panel sul suo ultimo lavoro, Il libro della giungla di Jon Favreau, mostrandoci come, anche qui, tutto il film sia stato creato al 98% digitalmente. Solo in alcuni passaggi col piccolo protagonista, è stato utilizzato lui, ma sempre in studio, mai in esterni.

Dopo il panel lo abbiamo incontrato in una round-table e questo è quello che ha detto a noi:

  • Universal Movies: “Mr. Legato, lei ha iniziato con il serial Tv Ai confini della realtà, ma il suo primo film è stato Intervista col vampiro, in cui lei è anche stato il regista della seconda unità. So che lei ama molto fare il regista, anche solo come aiuto, ha collaborato in molti film di Scorsese e so che ha preparato un film come regista chiamato Eloise. Vorrei sapere qualcosa sul suo rapporto col mondo della regia.”
  • Rob Legato: “Si, mi è sempre piaciuto dirigere e, quando ho potuto, ho diretto pubblicità e serie Tv. Cerco di avere più controllo possibile nei film dove lavoro, se sono il supervisore degli effetti speciali e il regista della seconda unità ho più controllo su molti aspetti del film, non sono attività separate, è semplicemente un certo tipo di controllo sul prodotto finale. Quando dirigo un film live-action mi diverto tanto quanto mi dedico agli effetti speciali, non è il mezzo che mi interessa, ma il film finito. E’ molto soddisfacente riuscire ad avere ciò che vuoi da una scena e non è importante se filmi dal vivo o usi effetti speciali.”
  • US: “Eloise è pronto?”
  • RL: “Credo che verrà distribuito a febbraio, penso che sia la cosa migliore che ho fatto finora.”
  • US: “Lei è stato connesso per molti anni con la saga di Star Trek per la Tv. Qual’è stato il suo più grosso contributo alla saga?”
  • RL: “Credo che il mio più grande contributo sia stato quello di fare, tutte le settimane, quello che si farebbe per una grossa produzione, rimanendo nei tempi e nelle spese che caratterizzano la televisione. Ho cercato di portare la grandezza dello Star Trek del cinema nel mondo della televisione, senza vederne la differenza, malgrado il budget fosse molto esiguo, cercando di creare e introdurre immagini e idee di qualità e qualche settimana ha funzionato e qualche settimana no.”
  • US: “E’ stato di circa 5 anni il suo contributo a Star Trek?”
  • RL: “Si, 5 anni dedicati soprattutto a Star Trek: Deep Space Nine.”
  • US: “Lei ha vinto due meritati Oscar per Titanic ma, soprattutto, per Hugo Cabret di Martin Scorsese, dove siete riuscire a ricreare gli albori del cinema utilizzando le nuove tecnologie. Come è stata l’esperienza, come è stato collaborare con Scorsese in un progetto così importante?”
  • RL: “Probabilmente è il film in cui ho lavorato che mi ha soddisfatto di più. Amo la storia del cinema, quindi ho amato tornare indietro nel tempo per riprodurre quelle immagini. Martin è un esperto di cinema pazzesco e con lui collaborano i più grandi: Sandy Powell, la Schoonmaker, i più grandi tecnici del cinema. Questo è stato il punto di partenza e dovevamo creare quello che il pubblico ha provato la prima volta che videro un film, con la tecnologia moderna, il 3D, gli effetti speciali e i set più maestosi mai creati.”
  • US: “E’ stato straordinario!”
  • RL: “E’ vero, con la scena della torre dell’orologio, abbiamo cercato di riprodurre le sensazioni del pubblico che per la prima volta vide il famoso film di Harold Lloyd, oppure lo stupore nel vedere un treno che arriva nella stazione, come se si vedesse un vero treno che arriva in stazione.”
  • US: “E’ una lettera d’amore al mondo del cinema e ai suoi albori…”
  • RL: “Vero, una lettera d’amore per chi ama il cinema e un ringraziamento a chi, come noi, ha lavorato anni prima nel nostro stesso parco giochi, maestri che hanno dettato le prime regole, che sono rispettate tutt’ora. Quindi l’abbiamo realizzato con molta serietà, facendo un regalo alle nuove generazioni. Adoro lavorare con Martin…”
  • US: “Lavorerete ancora in futuro?”
  • RL: “Mi piacerebbe lavorare ancora con lui e credo che sarà possibile. Sta lavorando su Silence ormai da molto tempo e io su Il libro della giungla, ma penso che lavoreremo ancora insieme. Purtroppo devo lavorare anche in altri progetti per guadagnare soldi ma amo Scorsese.”
  • US: “Il suo cognome, Legato, è italiano? Ha origini italiane?”
  • RL: “Si, mio nonno e mia nonna sono nati in Sicilia, si sono poi spostati a Foggia e mio padre si è fatto una famiglia in Calabria, quindi le mie origini raccolgono tutto il sud Italia. Inoltre alcuni miei parenti si sono spostati nel torinese, quindi probabilmente ho qualche parente di cognome Legato che vive da queste parti.”

Inoltre, durante l’intervista generale, ha anche detto che ogni singola ripresa de Il libro della giungla ha degli effetti speciali perchè serviva un certo tipo di clima, di sfondo, di luci e solo in studio riesci ad avere il controllo completo di ciò che il regista vuole fare. Il film deve essere bello per la storia in sè, gli effetti speciali sono un valore aggiunto.

Legato ha sorpreso tutti confessando di non aver visto il film originale della Disney fino a quando non ha finito il film, perchè non voleva dare l’impressione di rifare qualcosa di vecchio ma fare un prodotto completamente nuovo. Ha detto di aver seguito il consiglio di Martin Scorsese di non farsi influenzare da elementi esterni. Le scene sono state girate proprio come se loro fossero andati nella giungla a girarle. Secondo la sua opinione, il film non è un film digitale ma un film live-action, a tutti gli effetti.

Ne Il libro della giungla ha usato tantissimo il motion capture, insieme a una virtual camera che aveva già utilizzato per Avatar, cercando di dar l’impressione che ci fosse veramente qualcuno che filmasse e non un semplice sviluppo dello storyboard. Secondo lui, non si smette mai di dirigere un film, anche la scelta del colore della pelle di un animale è dirigere.

Rob ha anche affermato di non amare i cinecomics che ora sono molto di moda, come non ama molto la fantascienza, non ama il fantasy ma ama i film che raccontano la vita vera. Non vuole criticare nessuno, ma non è nel suo interesse fare le esplosioni più grosse di tutti, non è il suo stile.

Ringraziamo il grande maestro, veramente disponibile, e non vediamo l’ora di ammirare i suoi prossimi lavori.

Ecco il trailer de Il libro della giungla e un reel sugli effetti speciali del film: