Nuovo giorno per la View Conference numero 17, sempre denso di panel, interviste e incontri, oggi parliamo di un grande artista, esperto di animazione ed effetti speciali: Troy Saliba.

view conference fotoTroy inizia la sua carriera nei primi anni ’90 e, da subito, entra nella scuderia della Disney, dove ha curato tantissimi film: In viaggio con Pippo, la serie tv di Timon & Pumbaa e Aladdin e il re dei ladri. Ma ha anche lavorato per altri autori.

Il suo panel è stato interessantissimo, focalizzandosi sugli effetti speciali del film Disney Alice attraverso lo specchio, in particolari i personaggi non umani, come i Secondi e i Minuti e gli effetti legati alla ruggine e all’acqua. Applauditissimo dalla sala gremita, Troy ci ha poi concesso una intervista esclusiva.

  • Universal Movies: “Buongiorno Troy, ci vuoi raccontare qualcosa del tuo primo lavoro che è stato la serie tv Bonkers?”
  • Troy Saliba: “Bonkers è stata la mia prima esperienza nell’animazione televisiva. Andavo nella scuola di Don Bluth, dopo un po’ decisi che volevo lavorare per Disney. Ed è stato particolare poichè ero abituato a lavorare più lentamente rispetto agli standard televisivi, ed è stato drammatico. Ho dovuto imparare a lavorare più velocemente. La concorrenza era spietata e molti volevano emergere e devo ammettere che ho imparato più cose nel breve periodo in cui ho lavorato alla Disney che nella scuola da Don Bluth.”
  • UM: “Hai appena citato Don Bluth, uno dei miei autori preferiti. Hai lavorato con lui per Anastasia e per Titan A.E., ci vuoi raccontare qualcosa dell’esperienza?”
  • TS: “Si, per me tornare a lavorare per la Fox è stato un po’ come tornare a casa perchè i miei primi lavori sono stati con loro. Dopo l’esperienza con la Disney, avevo con me il mio team di animatori e ci siamo focalizzati sul personaggio di Vlad in Anastasia. E’ stato un bellissimo lavoro di gruppo e, in un certo senso, ho dovuto imparare di nuovo. Titan A.E. è stato il mio primo lavoro di sci-fi e, anche qui, mi sono dedicato a curare l’aspetto del cattivo del film. Don Bluth è veramente in gamba e sono riuscito ancora ad assimilare qualcosa da lui. E’ stato divertente.”
  • UM: “Il salto di responsabilità è avvenuto con il film dei Puffi, in cui hai avuto il ruolo di supervisore e, subito dopo, Il grande e potente Oz. Come sono state queste due esperienze?”
  • TS: “Molto diverse tra loro, sicuramente. Due film differenti, pensati per due gruppi di giovani diversi. I Puffi presentava questa grande sfida di avere dei piccoli personaggi inseriti in un mondo di giganti, è stato difficile mettere nella stessa inquadratura i Puffi così piccoli e Neal Patrick Harris nella sua dimensione originale. Avevamo preparato precedentemente dei pupazzi grandi e piccoli in silicone, utilizzandoli nei teatri di posa per avere il senso delle dimensioni vicino agli attori reali. E’ stata un’esperienza unica. Anche il regista Raja Gosnell era molto abituato abituato a questo genere di problemi e sapeva esattamente come girare le scene.Il grande e potente Oz è stata una sfida completamente diversa per il mondo così enorme che si doveva creare, avevamo grandi personaggi, piccoli personaggi, scimmie, bambole, James Franco, molta azione, e la produzione era veramente gigante. Una delle più interessanti tecniche utilizzata è stata la Puppet Cam, che permetteva a James Franco di interagire con un personaggio digitale, la scimmia, e dialogare con l’attore che dava la voce al personaggio, situato in un altro studio, ma vedendolo e relazionando con lui attraverso questa telecamera e un auricolare che l’attore aveva con se, dando a Franco l’opportunità di creare una performance più organica. E’ stato un film completamente diverso dagli altri.”
  • UM: “Trovo che il look del design di Alice attraverso lo specchio sia più simile a quello de Il grande e potente Oz che a quello di Alice in wonderland di Tim Burton. E’ una mia impressione?”
  • TS: “L’approccio per quest’ultima Alice è stato completamente diverso rispetto ai due film che tu citi, anche il team era tutto nuovo. Alice attraverso lo specchio è un film più luminoso e ottimista rispetto alla versione dark di Burton. Si, in generale comunque sono d’accordo con te.”
  • UM: “I tuoi prossimi progetti?”
  • TS: “Attualmente non so ancora nulla, niente all’orizzonte.”

Troy Saliba ha fatto un lavoro eccellente per Alice attraverso lo specchio che lascia a bocca aperta e riempie di meraviglia: bravo Troy!

Ecco due trailer per voi: