Ci siamo quasi. La giuria ha già deciso, ma tra poco più di due ore sapremo chi saranno i premiati di questa 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e, cosa più importante, sapremo quale sarà il film che si aggiudicherà il Leone d’Oro. Dunque, perché non fare qualche pronostico sulla base di quanto riportato dalla stampa italiane e quella estera?

Si comincia sempre dall’inizio, dunque dai primi. Sin dalla sua prima proiezione, il film di apertura La La Land di Damien Chazelle ha convinto tutti. Il musical con Emma Stone e Ryan Gosling ha emozionato, divertito ed entusiasmato il Lido e per molti è già Leone d’Oro.

Subito dietro si colloca il biopic Jackie firmato Pablo Larraìn con una formidabile Natalie Portman. Se per l’attrice protagonista si parla già di Coppa Volpi, il film potrebbe essere il vero avversario di La La Land alla corsa per il Leone d’Oro, visto il successo di pubblico e critica che ha riscosso. Meritatamente.

Buone, se non ottime, possibilità anche per El Ciudadano Ilustre diretto dalla coppia argentina Mariano Cohn e Gaston Dupràt; la storia di uno scrittore premio Nobel che ritorna al proprio paese natale ha colpito nel cuore la critica che lo ha apprezzato soprattutto per la dose di ironia che ha portato al festival. Così come ottime, o quasi, sono le chances che ha Une Vie di Stéphane Brizé.

Amati (soprattutto) e odiati (poco), i due film americani Arrival e Nocturnal Animals, nella loro particolare funzione di reinterpretazione dei generi cinematografici (fantascienza e thriller) potrebbero aver fatto colpo sulla giuria presieduta da Sam Mendes. Di sicuro, sull’altro americano La luce sugli Oceani non ci scommeterebbe nessuno.

Poi ci sono tutti quei film che non sono proprio piaciuti: Brimstone di Martin Koolhoven, The Bad Batch di Ana Lily Amirpour e On the Milky Way di Emir Kusturica (ma si potrebbe aggiungere anche Voyage of Time: Life’s Journey di Terrence Malick) hanno ricevuto stroncature piuttosto impietose con qualche tiepido parere positivo proveniente più che altro dalla stampa internazionale. Forse qualche chance in più per Les beaux jours d’Aranjuez di Wim Wenders e per Frantz di Francois Ozon, e lo stesso si potrebbe dire per La regiòn selvaje o El Cristo ciego che, seppur non abbiano riscosso grossi plausi, potrebbero rivelarsi autentiche sorprese.

Pochissime, per non dire nulle, le probabilità che uno dei tre film italiani in concorso (Spira Mirabilis, Piuma e Questi giorni) possa vincere il Leone d’Oro, come anche qualche altro premio “minore”.

Noi siamo liberi di fare tutti i pronostici possibili, ma poi la giuria potrebbe ribaltare tutto: è già successo, e potrebbe ricapitare. E’ il bello dei festival. E se a vincere fosse il film-fiume di Lav Diaz The Woman who Left? Oppure Paradise di Andrei Konchalovsky?

Tutto è possibile…