Passato l’entusiasmo del giorno di apertura avvenuto ieri, concentriamoci ora sul programma della 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, focalizzando l’attenzione sui film in concorso presentati; oggi è il turno dell’atteso Arrival, diretto da Denis Villeneuve, di La luce sugli Oceani di Derek Cianfrance e Les beaux jours d’Aranjuez di Wim Wenders.

La presenza di uno sci-fi al Lido, per di più in concorso, è cosa rara. Eppure, è questo il caso di Arrival, interpretato da Amy Adams, Jeremy Renner e Forest Whitaker. Di seguito potete leggere la sinossi estratta dal pressbook del film:

Quando un misterioso oggetto proveniente dallo spazio atterra sul nostro pianeta, per le susseguenti investigazioni viene formata una squadra di élite, capitanata dall’esperta linguista Louise Banks (Amy Adams). Mentre l’umanità vacilla sull’orlo di una Guerra globale, Banks e il suo gruppo affronta una corsa contro il tempo in cerca di risposte – e per trovarle, farà una scelta che metterà a repentaglio la sua vita e, forse, anche quella del resto della razza umana.

Il film è tratto da Story of Your Life, racconto scritto da Ted Chiang che ha accettato di prendere parte al progetto dopo aver visto un precedente film di Villeneuve, Incendies.

Di tutt’altra pasta è fatto La luce sugli Oceani (The Light between Oceans) di Derek Cianfrance interpretato da Michael Fassbender e Alicia Vikander, che si sono innamorati proprio durante le riprese. Ecco la sinossi:

I coniugi Sherbourne (Michael Fassbender e Alicia Vikander) stanno facendo di tutto per avere un figlio, ma senza successo, quando trovano una neonata abbandonata in una barca alla deriva e la allevano in segreto come fosse loro. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d’attenzione diventa la luce della loro vita, finché non scopriranno che la vera madre della piccola (Rachel Weisz) sono anni che la cerca senza riuscire a darsi pace. Tormentati dal dilemma se svelare il segreto perdendo così la figlia che ormai sentono come loro, la coppia inizierà a disgregarsi.

Anche questo film non è una storia originale: la base di partenza è infatti il romanzo omonimo scritto da M.L. Stedman.  

“Ho fatto essenzialmente dell’esplorare le relazioni e le famiglie il lavoro della mia vita. Sento come se la mia missione di regista fosse quella diesplorare le relazioni più intime in entrambe le direzioni, una più privata e una più” (Derek Cianfrance, dal pressbook del film).

Infine, c’è il veterano Wim Wenders che con Les beaux jours d’Aranjuez realizza un altro film in 3D dopo il documentario su Pina Bausch. Ecco la trama:

Un bel giorno d’estate. Un giardino. Una terrazza. Una donna e un uomo sotto gli alberi, con una dolce brezza estiva. In lontananza, nella vasta pianura, la silhouette di Parigi. Comincia una conversazione: domande e risposte tra la donna e l’uomo. Riguardano le esperienze sessuali, l’infanzia, i ricordi, l’essenza dell’estate e le differenze tra uomini e donne, riguardano la prospettiva femminile e la percezione maschile. Sullo sfondo, nella casa che si apre sulla terrazza, sulla donna e sull’uomo: lo scrittore, nell’atto di immaginare questo dialogo e di scriverlo. O forse è il contrario? Forse sono i due personaggi, lì in fondo, che gli dicono cosa mettere sulla carta: un lungo e definitivo dialogo tra un uomo e una donna?

Il cinema di Wenders si appresta molto bene al festival con la sua enigmaticità e la sua indagine sul comportamento umano; un film che si colloca a metà tra la fiction e il documentario.