Se dovessimo dire qual è stato l’argomento che ha fatto da fil rouge oggi alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia diremmo il viaggio nel (e del) tempo; si, perché con i due film in concorso, Jackie di Pablo Larraìn e Voyage of Time: Life’s Journey di Terrence Malick, il Lido si è trasformato in una macchina del tempo in grado di traghettare lo spettatore indietro nel continuum temporale.

Con Jackie (potete leggere qui la nostra recensione), abbiamo rivissuto un periodo chiave della storia degli Stati Uniti, ma non solo; l’assassinio di J.F. Kennedy visto attraverso gli occhi della First Lady Jacqueline Kennedy, con i suoi dubbi, le sue certezze e le sue debolezze, ci ha fatto riflettere su quanto può essere forte una donna davanti alla morte del consorte, soprattutto se quest’ultimo è stato Presidente degli Stati Uniti. Una donna triplice, dunque: moglie, madre e First Lady. E con questo film abbiamo potuto assistere a un’interpretazione davvero maiuscola di Natalie Portman che ha accolto consensi pressoché unanimi. E la strada verso l’Oscar è già spianata.

Inutile girarci intorno: di Terrence Malick non si è vista nemmeno l’ombra. Ormai siamo abituati a questo regista che, nonostante mandi i suoi film in vari festival, lui si tiene sempre distante dai riflettori. E, a essere davvero franchi, attendevamo con trepidazione il suo Voyage of Time: Life’s Journey perché col precedente To the Wonder in molti si erano chiesti dov’era finito il regista di La sottile linea rossa, accusato di aver adottato uno stile da National Geographic. Con questo suo ultimo lavoro, un documentario/non documentario narrato da Cate Blanchett, Malick ha operato una sorta di redenzione e ha ricevuto molti pareri positivi da parte della critica. Sia chiaro, un film del genere (come anche gli ultimi lavori del regista) è fatto per dividere e per scatenare discussioni e dibattiti.

Ma questo è il bello del festival e il bello del cinema: opere da visionare, da contestare o da apprezzare, ma comunque fatte per farsi trasportare in altri luoghi…e in altri tempi, appunto.