Abbiamo visto Valles Marineris, il primo episodio di Star Trek: Strange New Worlds 4, da pochissimo disponibile su Paramount+. Questo il nostro commento all’esordio della nuova stagione.
“Valles Marineris” è un episodio che sembra voler ricordare fin da subito cosa rende Star Trek: Strange New Worlds una delle serie più amate dell’era moderna del franchise. Il debutto della quarta stagione non si limita a riprendere i fili narrativi lasciati in sospeso, ma rilancia con una storia che mescola avventura, mistero scientifico e un forte senso di meraviglia, riportando l’Enterprise e il suo equipaggio in un territorio che è allo stesso tempo familiare e sorprendente.
Valles Marineris apre la nuova stagione con una rinnovata identità Trek
L’episodio sfrutta un incipit classico: una missione di routine che degenera in un evento straordinario. Da qui si apre un racconto con atmosfere western e con scenari preistorici, mantenendo però sempre saldo il centro della narrazione, fatto di personaggi ben delineati e di un approccio ottimista alla scoperta.
La trama si muove tra la tensione e l’esplorazione, portando il capitano Christopher Pike e i suoi ufficiali a confrontarsi con una civiltà aliena che considera l’Enterprise bottino di guerra, mentre una missione parallela trascina Una Chin-Riley e altri membri dell’equipaggio in una Terra primordiale. La regia di Chris Fisher valorizza ogni ambiente, alternando paesaggi selvaggi a interni tecnologici con un ritmo che non rallenta mai, mentre la colonna sonora si armonizza alla perfezione con l’intero narrato.
Un equipaggio coeso come motore della narrazione
L’efficacia di “Valles Marineris” risiede proprio nella sua capacità di far brillare l’equipaggio attraverso dinamiche naturali e ben calibrate. Pike rimane il fulcro della storia, guidando l’Enterprise con una leadership empatica, riflessiva e un approccio informale che si conferma un grande punto di forza nel valorizzare la collaborazione tra i suoi ufficiali, mentre “Numero Uno” emerge come la vera protagonista operativa dell’episodio. La sua gestione lucida e impeccabile della missione su pianeta preistorico ribadisce tutta la sua autorità tattica, mentre la presenza di M’Benga garantisce una costante attenzione alla tutela della vita. Figure come l’eccentrica Pelia e Sam Kirk, spinto dal puro amore per la scienza, arricchiscono il racconto di sfumature essenziali per l’equilibrio del gruppo.
IN CONCLUSIONE
“Valles Marineris” funziona perché abbraccia appieno la struttura episodica classica della serie, offrendo un’avventura autoconclusiva che arricchisce comunque l’evoluzione a lungo termine dei suoi protagonisti. La scrittura dimostra una notevole sicurezza nel gestire i diversi generi che compongono questo primo capitolo. la qualità visiva è soprendente e la narrazione è sicuramente solida. In definitiva, questo inizio di stagione conferma la maturità del cast e la straordinaria capacità della serie di rinnovare lo spirito originale di Star Trek, con la speranza che in seguito non ci siano – come nella passata stagione – sceneggiature deboli, e che lo spettacolo possa ora essere vaccinato contro il “Virus della Deriva Soap” (qui la recensione della terza stagione) .
Recupera anche il commento a The Griffin Incident, il secondo episodio di Star Trek: Strange New Worlds. La nostra recensione di Human Best Friend è ora disponibile.
Valles Marineris: Commento al primo episodio di Strange New Worlds

Data di creazione: 2026-07-23 18:54
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