Un’avventura è un film approdato oggi nelle sale cinematografiche italiane, per la regia di Marco Danieli. Questa è la recensione

Siamo negli anni settanta, e la bella Francesca (Laura Chiatti) lascia un piccolo paese in Puglia per seguire la sua voglia di libertà e girare il mondo. Quando ritorna a casa, dopo cinque anni di lontananza, rivede il vicino di casa Matteo (Michele Riondino) che da sempre è stato innamorato di lei. Da quel momento inizierà una storia d’amore da sogno, il tutto sostenuto dalle bellissime canzoni di Lucio Battisti.

Il Commento

Il 2019 si è presentato da subito come un anno di cambiamento per il cinema italiano, un anno in cui finalmente viene dato spazio ai giovani filmmakers, e in cui il “cinema di genere” sembra non fare più così paura come invece era stato negli ultimi decenni. In questo cambiamento crediamo che Un’Avventura si inserisca alla perfezione.

Un’Avventura, più che un film, è da considerarsi un vero e proprio musical, e questo nonostante il panorama cinematografico italiano difficilmente negli ultimi anni abbia dimostrato di non voler rischiare di misurarsi in questo genere. A tal proposito, è risaputo che tali prodotti d’oltreoceano da sempre brillano per il modo in cui i vari elementi – recitazione, scrittura, danza e canto – risultano in perfetto equilibrio. Sarà forse questo il motivo?

Il film si propone di raccontare una storia d’amore usando, come colori su una tela, le canzoni di Lucio Battisti (1943-1998), quello stesso uomo che disse: “Un artista non può camminare dietro il suo pubblico, un artista deve camminare davanti.”


“Era necessario che le canzoni diventassero indispensabili momenti della storia e non parentesi di puro intattenimento.”

Marco Danieli

Dal punto di vista visivo, il regista miscela sapientemente l’uso di macchina a mano, carrelli, steadycam o dolly, dimostrando di saper gestire il suo modus operandi a seconda delle necessità della scena. Per portare in scena i favolosi anni settanta e ottanta, la fotografia spinge su una splendida combinazione di giallo ( inteso come tutta la scala di colori secondari che va dal marrone beige) e di blu.

LA MUSICA

La canzone suggerita dal titolo, non solo agli appassionati di musica ma alla maggior parte degli italiani, non può che essere quella pubblicata nel 1969, realizzata con Mogol, collaboratore stretto di Lucio Battisti fino al 1980. Si tratta di una canzone simbolica, non solo perché distribuita nel 45 giri contenente anche “Non è Francesca“, nome non a caso della protagonista di questo film.

Il percorso di ricerca di Battisti, tra canzone popolare e più tarda sperimentazione, viene descritto benissimo nel film, dove la Francesca di Laura Chiatti è la rivoluzione, e il Matteo di Michele Riondino è invece l’uomo che deve affrontarla.

Parlando di canzoni, si passa dalle immancabili “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Non è Francesca” o “Balla Linda”, brani indimenticabili che hanno fatto la storia della musica leggera italiana, e che hanno segnato intere generazioni. In fondo chi almeno una volta nella propria vita non si è ritrovato a canticchiare, magari in macchina al ritorno di un viaggio o con la chitarra intorno al fuoco, una di queste canzoni? Gli anni passano ma la musica è sempre la stessa.


“Sono rimasto piacevolmente da UN’AVVENTURA.Ho ritrovato le emozioni delle canzoni nella storia avvincente raccontata nel film.”

Mogol

LE COREOGRAFIE

Il coinvolgimento nel film di Luca Tommassini è arrivato solo durante la revisione della sceneggiatura, e alcune idee coreografiche abbozzate inizialmente nel testo sono state interamente sviluppate da lui.

Così come è stato per il canto, anche la danza è stata utilizzata in modi differenti: a volte ha trovato una giustificazione “realistica”, a tal proposito citiamo la sequenza ammirata nella prima parte del film, dove Matteo (Michele Rondino) improvvisa maldestramente un balletto per sedurre la sua Francesca (Laura Chiatti). In altre occasioni, invece, la danza si sostituisce completante alla recitazione senza alcun tipo di giustificazione, utilizzando semplicemente la convenzione del musical dove il canto, il ballo e la recitazione sono solo modi diversi per riuscire a dire la stessa cosa.

Anche se l’aspetto canoro funziona discretamente, rimane però il dubbio già proposto ai tempi di “Across the Universe”, il film basato sulle canzoni dei Beatles: prese singolarmente certe canzoni immortali riescono, non solo ad essere una gioia per le orecchie, ma anche ad evocare sensazioni e storie ricchissime, mentre inserite in un contesto diverso, come quello cinematografico, anche se straordinarie perdono un po’ di magia.

A nostro avviso, nonostante i suoi difetti, Un’Avventura risulta un film nostalgico, adatto a tutti, e pieno di una storia musicale che dovrebbe essere raccontata più spesso. E’ un nuovo piccolo passo verso il cambiamento che abbiamo anticipato nei primi passi di questo nostro articolo.


Le Foto


Un'Avventura
Overall
2.5

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